Linguistfist
Vita & opere, consigli per le scommesse e patetici tentativi di fare soldi senza lavorare.
Occasionali donne sperando in donne occasionali.
6/28/2007
6/18/2007
Le tre I
Oggi sull'autorevole Gazzetta dello Sport, Berlusconi dichiara: "Per Shevchenko ci sarà sempre un posto". E se vorrà continuare a studiare l’inglese, mal che vada c'è sempre il British Institutes."
Chissa' se la "s" in Institutes e' di Silvio o del giornalista...
I furbetti del quartierino
Dire che chi ha coniato l'espressione "i furbetti del quartierino" sia un genio mi pare abbastanza controfattuale. Ricucci del genio non ha nulla. Ha pochino anche dell'odontoiatra. E il riflusso semantico, galeotto, ha rivestito l'incarcerato Ricucci della designazione di "furbetto" per antonomasia. Il tutto mentre quelli che dovevano essere i furbetti (la cordata olandese, etc.) se la spassano bellamente nel loro civile paese.
http://it.wikipedia.org/wiki/Furbetti_del_quartierino
E quando un'espressione calza a pennello, fodera il significato come un guanto, a tal punto che diventa quasi impossibile tradurre in altro idioma, allora e' l'ineffabile momento in cui forse con una frase o due si possono riassumere fiumi di inchiostro e lasciare al background comune molto del'argomentazione.
Basta guardare con un po' di distacco, forse anche geografico, da lontano. L'Italia e' un quartierino e la politica, l'economia e la finanza la fanno i furbetti.
I furbetti del quartierino.
6/14/2007
Post-galera e Village People
Spesso penso per vortici. Concentriche masse d'acqua e vuoto che
conducono necessariamente allo stesso fulcro. Giuntovi, tanto vale
affermarlo.
Avrei dovuto vivere in un'altra epoca, o forse soltanto penso come
qualcuno nato in un'altra epoca. Non che la cosa stupisca per
originalita', me ne rendo ben conto, ma quello che stupisce (me,
almeno), e' che da qualunque parte parta arrivo sempre pressoche' alla
stessa data. Per quanto periferico e insignificante il punto di
partenza, il vortice mi riporta invariabilmente allo stesso fulcro.
Sono in realta' nato nel 1948, sebbene il mio corpo mostri una ventina
d'anni in meno (e la mia carta di identita' 26 anni in meno).
E' solo oggi che con mio grandissimo stupore ho scoperto di adorare i
village people. Specialmente le loro superhit YMCA
e Macho Man
In particolare YMCA
l'avevo sentita moltissimo, e molto alle partite di baseball a Fenway
Park a Boston. Incredibilmente, viene suonata dopo il quinto inning di
ogni partita a Yankees Stadium, NY.
Non avevo mai appieno prestato attenzione al testo, che e' del tutto
geniale. Profondamente ironico e irriverente, ma senza mai sfociare
nell'apertamente polemico, mostra la possibilita' di una liberta'
sessuale e di costumi che si riflette in una weltangschaung (si
scrivera' cosi'?) trasversale, completa e certamente non di facciata.
Quando avevo vent'anni, nel 1968, non si combatteva in effetti per il
comunismo o per salvare il proletario soggiogato dal lavoro a
cottimo. Certo, quelli erano importanti riflessi politici, ma il punto
nodale, la molla da cui propelleva quell'enorme energia elastica non
risiedeva in raffinati e piuttosto astrusi sillogismi marxiani, ma
piuttosto in qualcosa di ben piu' primordiale e di ben piu'
universalmente accessibile. I nostri coglioni e i nostri umori
vaginali. Volevamo tutti chiavare come ci piaceva, con chi ci piaceva
e nel modo che ci piaceva. Volevamo affrancarci dalle rigide morali
dei nostri genitori e veramente era con i cazzi turgidi e invigoriti
dalla liberta' di chiavare liberamente che sostenevamo le barricate.
E dieci anni dopo divenne del tutto possibile affermare il proprio
SE'(SSO). Liberamente. E per liberamente intendo nella consapevolezza
del possibile odio altrui, nella consapevolezza dell'esistenza di
posizioni diametralmente opposte. Ma dal Ku Klux Klan ai Village
people era possibile affermarSI. Senza troppe tare ideologiche o
imposizioni dall'alto a mettere i bastoni fra le ruote.
Per fortuna avevo trent'anni (o 33) quando ho davvero ascoltato YMCA,
non l'avrei capita dieci anni prima. Il riferimento al cristianissimo
YMCA (patria della separazione sessuale nelle camere da letto) e il
ritornello
It's fun to stay at the y-m-c-a.
It's fun to stay at the y-m-c-a.
They have everything for young men to enjoy,
You can hang out with all the boys ...
Raffinato, non volgare e libero, anzi LIBERO.
Oppure
y-m-c-a
you'll find it at the y-m-c-a
no man, young man, does it all by himself
young man, young man, put your pride on the shelf
Y-m-c-a
then just go to the y-m-c-a
y-m-c-a
young man, young man, i was once in your shoes
y-m-c-a
young man, young man, I said, I was down and out with the blues.
y-m-c-a
La domanda e' "perche' non ci sono piu' i Village People oggi"?
Risposta cogliona: perche' la disco-music e' passata di moda.
Ci sono varie dimensioni della liberta', una e' certamente quella
partecipativa (alla Gaber), un'altra certamente ha a che fare con il
riconoscimento e l'ACCETTAZIONE dell'ampiezza del dominio del
possibile e del tollerabile. Il che non signica assolutamente sintesi
hegeliana di opposizioni dialettiche, ma al contrario riconoscimento
del processo dialettico quale strumento di scarica di energie
elastiche altrimenti represse ma sempre presenti e in continua
crescita. YMCA e io sono questo e MI affermo. Tu sei l'ALTRO: possiamo
parlare e rimanere della nostra idea.
Oggi siamo talmente liberi che la liberta' ci e' imposta. Non dobbiamo
fare niente, e' li' per noi. E' a dire il vero una liberta' un po'
soffocante. Una cappa umidiccia che fa sudare i nostri cervelli
impoltriti dalla possibilita' della sintesi suprema senza necessita'
di dialettica. I diritti di donne, gay e minoranze di varia natura e'
GARANTITO. Ultra-garantito, a tal punto che a volte mi sento a disagio
ad essere cosi' poco attraente nella mia volgare eterosessualita' e
colpevole nel mio essere un bianco europeo. Perche'? Perche' e' cosi'!
cosi' dev'essere. E' una nuova teologia che si sostituisce ad altre di
piu' vecchio stampo.
Il Canada garantisce equita', ma quanto questa equita' e' PERCEPITA
come naturale da TUTTI? Quanto di questo sbandierata multiculturalita'
e' in realta' una ben meno costosa non-culturalita', ovvero
riconoscimento del grado zero dell'essere umano post-industriale,
ovvero essenzialmente la sua natura di consumatore (meglio se dotato
di carta di credito prossima al raggiungimento del massimale)? Perche'
non ci sono i Village People a cantare YMCA? Perche' da una parte
sappiamo che e' lecito, o almeno lo DEVE essere e non c'e' formalmente
NIENTE da rivendicare, dato che appunto sappiamo che e' lecito e
dall'altra parte non possiamo semplicemente essere qui ed ora in
questo spazio e luogo e cantare il nostro SE', senza preoccuparci
della possibile non PCness delle nostre azioni. Sono libero, qui ed
ora, mi dicono, ma voglio essere certo di esserlo davvero e quindi non
posso espormi troppo, devo stare a casa, cosi' non mi espongo per
nulla, cosi' cosi' la gente non potra' pensare che non mi adeguo alla
DOMINANTE liberta'. Magari partecipo meno, ma sono certo di fare
errori. E sono finalmente oppresso dalla mia propria liberta'.
Voglio essere qui ed ora e libero, trent'anni fa o giu' di li'. Voglio
essere un Macho Man.
5/09/2006
Galera?
Divido una casa molto bella con una tipa che nei primi 9 giorni del mese ho visto ben una volta, e non potrei essere piu' felice che starmene qui a casa a farmi i cazzi i miei, nel silenzio, dopo anni vissuti con altri e in particolare gli ultimi mesi vissuti in un residence studentesco. Lo stesso i prossimi tre.
E' molto bello che esistano ancora persone veramente naif. Qualche omino qui intorno, probabilmente al piano di sopra deve avere comprato un router wireless nuovo. Quello al negozio gli avra' detto "hey, ti vendo anche la connessione, metti questo username e password e sei connesso". E' cosi' e'. Tranne che lo username e password del router li ha lasiciati ad admin admin. Ergo...gli ciucciavo gioiosamente la connessione gratis, ma non potevo scaricare le donnacce con emule/amule a velocita' decente perche' le porte del router rilevanti erano chiuse...
Le ho aperte e sono molto felice.
Andro' in galera?
3/26/2006
3/21/2006
3/09/2006
E allora!
3/07/2006
3/04/2006
Elogio Rom
Paradiso del qui e ora, tendo. Null'altro. Non ho veramente un passato, ho un tempo trascorso e una consapovolezza del progressivo affievolirsi di quello disponibile. Imperfetto l'equilibrio dell'attimo, non posso che sporgermi, equilibrio instabile, verso ciò che segue, temporalmente e spazialmente. Muovo la gamba per completare il prossimo passo, ma non vi è nulla di teleologico, pura necessita' di moto.
Non capisco la storia, gli storici e non imparo nulla da quanto è giaà stato. I saggi ritengono che il passato insegni grandi lezioni, aiuti a non ripetere errori. Ma ciò che soggiace a una tale convinzione è una qualche nozione ciclica di tempo. O forse quello che c'è da imparare è solo quello che è in effetti astorico, che è la' come è qui, allora come ora, perchè non realmente influenzato dai dettagli del tempo e dello spazio. È il quid di cui si può dibattere virtualmente in ogni epoca, indipendentemente da matriarcati e partiarcati, foto ingiallite e costumi sessuali
È quello che fa muovere il pendolo e che non lo fa mai fermare, indipendentemente dai dettagli dell'attrito, dal susseguirsi delle morti e delle nascite.
È il millenario viaggio senza meta della carovana Rom. È il definitivo superamento dello stolto individualismo utilitarista macchiavelliano, del fine che giustifica i mezzi. È il trionfo del mezzo senza fine e forse del medium che è messaggio e, per i piu' virtuosi, dell'ars gratia artis. È l'affermazione dell'ipnotismo della musica rom balcanica, che tende puramente senza teleologici crescendo. È la sconfitta delle valchirie wagneriane.
E la carovana è piu' lunga di quanto i piu' pensino!
La mia vecchia amica (in attesa di salita nominale) argomentava argutamente a proposito del suo giovane amore. Innamorata di sè e dunque del proprio biografo, tentò in un passato non piu' recente ma specialmente non piu' attuale e presente, l'approdo all'equilibrio dei giusti. Nell'unico modo effettivamente concesso a noi squilibrati, a noi paladini dell'attimo. Con una decisione subitanea e improvvisa, puntuale e attuale, sperando in un miracoloso congelamento del presente, piu' forte della necessita' di tendere.
E fra tutti gli equilibri possibili fu capace di selezionare il migliore. La conquista della migliore calma possibile, della pace dei vincitori. Che quest'ultima abbia portato in grembo anche quella dei sensi è forse un dettaglio rispetto all'intrinseca inaccettabilita' di qualunque stato. Ovvero di qualunque equilibrio.
E allora mi raccontava a profusione del suo giovane biografo, delle pene d'amore e in effetti della difficolta' di rendere il femminile plurare un semplice maschile singolare. E da sempre godo di questi racconti, cronache di partite perse in partenza, reportage sulla (im)possibilita' del controllo razionale sull'es. Quando in schedina c'è Ego vs. Es basta fare 12, il 2 in questa partita è assicurato. Feed my fucking ego, mi diceva. Ci provo, ma l'es si autoalimenta e vince, sempre. L'Ego (o il Superego) vincono solo quando si gioca la partitella all'antistadio, quelli in casacca rossa contro quelli in casacca verde.
Ma quando c'è l'es in campionato, si perde. Ma naturalmente so bene che c'è modo e modo di perdere, l'estetica della sconfitta è importante. Uscire senza infortuni e a testa all'incirca alta, vitale.
Il gol della bandiera lo si può sempre segnare.
È un'opera di autoconvincimento mai banale e quando il pensiero si fa linguaggio per raccontarlo a qualcuno è fondamentale l'utilizzo di virtuosismi dialettici, colpi di tacco e rovesciate. Pusher di doping per Ego in partita, necessito della parola giusta al posto giusto, di argomentazioni formalmente eleganti, solo cosi' posso pienamente sebbene vicariamente gioire del gol della bandiera.
Forse qualcuno si ricordera' di Florin Raducioiu, attaccante rumeno di un Verona di parecchi anni fa. Straordinario giocatore, ma sotto porta...
E mi raccontava, convincente, di quello che bisogna fare, di come funziona la vita e di come l'amore si fa e di come si fa per farlo. E di come tutto sarebbe stato diverso se...
Tutti ottimi appigli, argomenti snelli ed eleganti. Racconti che fluivano liberi e logici, come le dita dei grandi pianisti sulla tastiera. Sonata per anime in equilibrio instabile.
Tutto perfetto, fino all'ultimo passaggio. E oltre. Scarta anche il portiere. E al momento di finalizzare per la gioia della torcida carioca in curva sud, conclude con un difficile da dimenticare: ``È proprio una stellina!''.
Stringo forte lo sfintere, raccolgo quel che resta e il pallone calciato in curva a porta vuota.
Quasi gol, come diceva Nando Martellini!
2/24/2006
Katrina
Il Nobel per la letteratura lo danno sempre alla persona sbagliata!
1/04/2006
Slot

Preferisco pur sempre la Tris o la triplina alla SNAI o al limite il Gratta & Vinci dei dadi, ma alle volte uno si vorrebbe togliere qualche sfizio un po' diverso, simili sensazioni forse, ma di natura un po' diversa. E allora ho preso il martello, ho rotto il majale di terra cotta e ne ho raccolto tutti gli spicciolini. Non c'e' molto nel mio salvadanajo e allora ho centellinato il tutto, mettendoli con calma e forse savuarfer nella fessura uno dopo l'altro, cercando di colpire corde diverse e sollecitare il triplo BAR. Forse il mio problema e' accontentarmi di due pere, e m'accontenterei eccome, ma il macchiavellico mirar piu' in alto per raggiungere lo scopo un senso forse ce l'ha! Con due pere non si vince nulla, ne servono tre, in fila e per un premio minore peraltro.
Niente. Come spesso accade, la Slot ha vomitato qualche soddisfazione minore, qualche soldino da rimettere poi dentro. Ma il jackpot e' ancora tutto la'. Avanti il prossimo! Il teorico 3% prima o poi sara' piu' forte del proiettato 97%!
E in fondo se cosi' non fosse che senso avrebbe giocare con le Slot di questo mondo?
Sensibilita' femminile
Quindi preparatevi tutti. Quando una si mette con voi da voi si aspetta grande solidita' e abilita' di incassare. Le signorine non sono per mascelle deboli. Apparentemente una delle ragioni per cui una signorina si mette con uno e' per la “gioia di condividere tutto” o qualcosa del genere. Tutto, ma in particolare angosce, preoccupazioni, dolori, etc. etc. ivi inclusi anzi, a maggior ragione inclusi, quelli piccoli. I piccoli drammi di ogni giorno, fra cui, sembra, per esempio, la impossibilita' di comprare una maglia in saldo e altre simili piccolezze.
Il ruolo richiesto e':
-Incassare col sorriso (in altre parole pensare alla formazione del Chievo di domenica prossima e sorridere speranzosi)
-Tuttalpiu' aiutare a capire che in effetti i motivi della crisi sono ben poco importanti. Il tutto pero' va fatto con tatto. In altre parole, il mio proposto “Scolta te me ste' sfracasando i cojoni co 'ste casade” sembra non sarebbe troppo gradito. Bisognerebbe invece argomentare eruditamente, e con tatto. Partire da una certa compassione di base per il dramma del maglione non acquistato in saldo e poi argomentare l'ovvio, senza pero' farlo sembrare tale, e cioe' che ci sono cose peggiori.
Complessita' assolutamente eccessiva, per me ingestibile. Il mio punto era semplicemente che pur essendo consapevole della ovvia non perfezione di ciascun essere umano e della opportunita' di condividere le cose piu' disparate nel rapporto di coppia, e' molto sbagliato erodere fino a fare sparire la dimensione della sana forchettata di cazzi propri, trasfigurando tutto in un'obesa sfera del noi.
Diceva bene Paolo Conte quando, capendo tutto questo meglio di chiunque altro, cantava che “Le donne si' sono scontrose o forse han voglia di far la pipi'”, mentre lui era, felice, “in cima a un paracarro pensando agli affari miei. Tra una moto e l'altra c'e' un silenzio che descrivervi non saprei”. Mai conosciuta nessuna signorina che abbia davvero capito il significato profondo di questa canzone e si sia trovata d'accordo.
Il silenzio e' importante. I cazzi propri sono importantissimi. Ho bisogno della stanza dove chiudermi come un cavernicolo per quanto mi pare senza che nessuno me li frantumi per poi riemergere, ad un certo punto. O forse il cavernicolo vi va bene solo a letto?
Stando alla mia amica, una cosa che sembra fare incazzare le signorine non poco e' quando loro chiedono “Cos'hai?” e uno risponde “Niente”. Conoscendo la storiella abbastanza, ho deciso di dare spago, dichiarando che questo fatto e' incredible! Che le signorine non so come facciano, ma in effetti si rendono conto subito se c'e' qualcosa di strano, qualcosa che non va...che te lo leggono in faccia etc. etc. E la mia amica, felice come se recitassi il credo a un prete, da una parte rincara la dose dicendo quanto e' vero questo fatto, ma dall'altra, come altre prima di lei, dice che non sa come in effetti questo accada e che in effetti e' un fatto innato (tipo il principio B della Binding Theory) e che ha, guarda caso, a che fare con 'sto cazzo di “sensibilita' femminile”.
BULLSHIT!
In realta' per circa il 95% del tempo, ovvero quando non scrivo per ottenere effetti estetici o simili, io parlo in modo del tutto lineare. Per cui alla domanda “Cos'hai?” tipicamente ripondo “Niente”, proprio perche' realmente non ho niente. Ma le signorine non ammetterebbero mai che questo possa essere possibile o vero dato che andrebbe contro l'ASF (Assioma della Sensibilita' Femminile) che in effetti corrisponde punto punto allo LICTMSICTGRMI (L'e' Inutile Che Te Me Spachi I Cojoni Tanto Go Reson Mi Istesso). E a quel punto si innesca una dinamica che finisce col dare vacuamente ragione alla signorina, ma natualmente per le ragioni sbagliate.
“Cos'hai?” “Niente”.
A quel punto lei si rabbuia pensando che io stia nascondendo chissa' cosa e io di riflesso non so bene cosa cazzo fare, ma chiaramente inizio a comportarmi in modo tutt'altro che naturale, divento un po' fantozziano, mi sudano le mani etc. il che naturalmente finisce col portare acqua al mulino della signorina e l'ennesimo sacrificio all'altare di 'sto stracazzo di “Sensibilita' Femminile”.
Naturalmente ci sono altri casi, una minoranza in ogni caso, e ceramente riconducibili a quanto detto sopra...
Ovvero,
“Cos'hai?” “Niente”
Un modo elegante e breve per dire quello che per ammissione della mia amica stessa non si puo' veramente dire a una signorina e cioe' something along the lines of “'Scolta, go i cassi mei, non 'sta romparme i cojoni”. Ma se uno lo dice cosi' non va bene perche' e' troppo brutale, se uno lo edulcora e lo dice in modo piu' gentile non va bene perche' allora si toglie qualcosa dai file condivisi (lo sanno anche i bambini che la cartella windows e i programmi non vanno condivisi! (uso linux, sono finocchio?)) e bisogna condividere tutto etc. Se uno prova a spiegare i cazzi propri, e' solitamente deprimente perche' dopo 5 minuti si finisce col parlare dei prezzi delle scarpe in saldo (scarpe da donna, that is). E allora: “Niente”.
Ci vorra' molto ad accettare che uno alle volta abbia le balle girate e non voglia condividere il giramento con la signorina di turno e godersi invece la brezzolina prodotta dal turbinoso giramento, solo, chiuso nel proprio antro?
“E tu mi fai, andiamo al cinema...E al cinema vacci tu!”
12/30/2005
Monolocale
MA, una persona che bisognerebbe pagare il biglietto per parlarci (resumptive pronoun come tecnica di recupero delle violazioni di soggiacenza, I like that). Basta sedersi e chiedere “raccontami qualcosa” che la successiva mezz’ora di risate e’ assicurata. Una specie di macchina della cazzata, mai doma e mai paga. Avessi l’articolo che gli interessa, gliel’avrei data, e da mo’! Ma tant’e’.
Il che e’ ulteriore conferma di una peculiare caratteristica femminile, assai politically incorrect e antifemminista. Esseri complessi, non c’e’ dubbio. L’unica caratteristica realmente scacciatopa di Amo e’ una chiara mancanza di quella rocciosa solidita’ (almeno supposta o sbandierata) che le signorine sembrano sempre amare, anche o forse specialmente di ritorno dal rally femminista.
Leggo in quest’ottica le varie affermazioni di preferenze per “il troglodita”, “il primitivo”, etc. etc. espresse anche da persone che non dicono quello che dico io quando si incazzano, ma optano piuttosto per cose come “Accidenti” o “Accipicchia”.
Tendenza innata o sociale che sia (o il breriano 0-0), sembra che brutto pelato grasso e stronzo non siano realmente ostacoli se debitamente bilanciati da una forma di protezionismo doganale che renda l’esportazione della topa impossibile ma porti alla rassicurante sensazione di vivere fra confini solidi, abbastanza indipendentemente dalla propria leggerezza dell’essere. In quanto insostenibile, la necessita’ di un solido sostegno diventa irrinunciabile. Ed ecco la scaturiggine dell’homo trombans.
Noi che restiamo a guardare evolviamo in tattici raffinatissimi, strateghi del subbuteo. Grandi teorici, insomma. Speranzosi nell’apertura di un cunicolo nel quale infilarsi al momento opportuno, solitamente approfittando di qualche improvviso cambiamento nella signorina di turno, che la renda confusa e effettivamente piu’ prona ad essere messa supina.
E Amo mi ha fatto notare una dimensione importantissima che pur avendo sotto gli occhi mi era sempre sfuggita nella sua sistemeticita’.
IL MONOLOCALE.
Arriva un periodo della vita dove la signorina media che non si e’ sposata presto matura la decisione di abbandonare o la casa paterna o la scomoda situazione di casa studentesca per avventurarsi, sola, nel magico mondo dell’indipendenza e matura la decisione di andare a vivere in un MONOLOCALE. Tipicamente fanciulla sulla trentina con un buon lavoro etc., puo’ optare per l’affitto o piu’ spesso per l’acquisto con mutuo. I primi due mesi si deve lasciare piu’ o meno in pace perche’ l’eccitazione dell’evento porta la nostra ad acquisti piu’ o meno inutili, ma anche se utili evidentemente eccessivi, quasi involontari status symbol. Tipo lettori di dvd che fanno il caffe’ o stereo vincitori dell’oggetto gay dell’anno per cinque anni in file, tipo quelli con quella specie di vetrinetta di vetro davanti che si apre automaticamente quando uno avvicina la mano per mettere il cd. Ma quasta eccitazione da terziario avanzato ben presto passa (tranne che per le scarpe, che naturalmente meritano una estesa trattazione a parte). Sono spesso le piccole cose che la fanno passare, oltre all’improvviso rendersi conto che la slot machine che mettono fuori dalle banche dopo un po’ non ti fa piu’ vincere e anzi tende un po’ a incazzarsi etc.
Per dire, il meraviglioso effetto coloristico dei cd che girano nello stereo al di la’ della vetrinetta che tanto bello lo rendevano in negozio, sembra cosi’ difficile da riprodurre a casa. Effetivamente anni di vita studentesca hanno portato ad incidere la propria musica preferita su anonimi CD grigio chiaro Memorex e quindi diventa difficile essere ammaliati dai riverberi di grigio uniforme... Certo, si e’ provato a comprare qualcosa di molto economico adatto allo scopo estetico, ma il cd “Best of latin dance 26” in regalo con TV Sorrisi e Canzoni viene a noja ben presto.
E allora a queste signorine ben presto non rimane che la loro acquistata indipendenza. Un concetto teorico, in effetti. E allora le trovi una volta nella vita quasi sul tuo stesso piano!
E cosa fanno allora queste signorine li’ nel loro monolocale nuovo di zecca? E’ una legge. TROMBANO. A LOT. Ma veramente A LOT. Se uno becca il momento giusto, cioe’ quello in cui uno dalla teoria dell’indipendenza passa alla pratica di qualcosa, le chance sono intorno al 250% migliori di quanto non sarebbero in altri periodi. E questo periodo dura anche abbastanza! Nel senso che proprio per me lasciano fidanzati per godersi il monolocale e in effetti godervi!
Devo assolutamente compilare una lista di conoscenza con mona e mono-locale e agire!
Peccato deh fra tre giorni torno a Toronto, dove sono tutte o sposate o lesbiche. Le altre vivono in case studentesche. L’unica che mi pare potrebbe andare bene e’ davvero troppo figa per venire meco.
EHOH!
12/20/2005
Doc-Blog

Doc-Blog (o qualcosa del genere con un nome piu' difficile) e' aperto!!! Quello che si firma Doc in vari commenti a vari miei post ora ha il suo blog http://anticler.blogspot.com/ Immagino che non sia esattamente come un link su CNN, ma tutto aiuta.
Naturalmente noi fan aspettiamo grossissimi resoconti su maghi, venditori e truffatori di imperdibili televisioni locali e/o via satellite. Visitate visitate visitate!!
http://anticler.blogspot.com/ http://anticler.blogspot.com/ http://anticler.blogspot.com/ http://anticler.blogspot.com/ http://anticler.blogspot.com/
12/16/2005
Milano da bere, boh!

Domani torno in Italia. Forse ne ho pure bisogno, dato quanto segue.
La mia amica M., esprimendo circostanziale gioia per il mio ritorno, ha espresso con vigore la necessita’ di prendere un apreritivo Milanese, chiamato, parole sue, “Ape di Natale” che e’ “L'APERITIVO VERSIONE MILANO DA BERE”. Premetto che non ho MAI capito cosa cazzo voglia dire “Milano da bere” e, per vergogna, non ho mai chiesto a nessuno. Da linguista che guarda alla lingua con pesantissimi paraocchi strutturali, per me “Milano da bere” non puo’ che vuoler dire “Milano che viene bevuta” e siccome di solito ‘sta cosa l’associo al Campari o all’amaro Ramazzotti, la mia unica spiegazione e’ queste bevande rappresentino metonimicamente Milano e in quanto tali siano l’icona della “Milano da bere”. Mi sa che non e’ proprio cosi’ pero’. Sta di fatto che la mia amica M. la cui originaria provenienza geografica e’ ben sotto il Po mi sa che mi si e’ trasformata in una Milanese da esposizione…
Io avrei dovuto capirlo cos’e’ l’Ape di Natale…ma in effetti mi ci sono volute alcune ore…e la cosa mi ha folgorato all’improvviso e decisamente troppo tardi.
Diciamo che ho in generale un rapporto abbastanza difficile con l’aperitivo, perche’ di solito ci vado quasi esclusivamente con la mia mica glamour a Siena a fare l’aperitivo! “L’aperitivo in Diacceto”, che, per i non conoscitori di Siena, non e’ un rito cattolico che ricorda la famosa bevuta di aceto di nostro signore ma semplicemente l’aperitivo in un posto che si chiama Diacceto. Che credo si traduca con “freddino” dato che diaccio significa ghiacciato…
Il pattern dell’aperitivo e’ piu’ o meno che io vado dentro con questa mia amichetta e proletariamente mangio come una bestia prendendo un cocktail merdosissimo verde, che non mi ricordo come si chiama, ma che mi pare aumenti di molto le mie chance riproduttive nel complesso mondo della “Siena da bere” (whatever that is), almeno se paragonato alla mia piu’ usuale scelta in posti meno trendy, cioe’ il buon vecchio bicchiere di rosso, meglio se servitor da un fiasco di quelli con la paglia intorno.
Data dunque la essenziale esoticita’ del mondo dell’aperitivo ai miei occhi, forse appare un po’ meno strano che non abbia capito al volo che cosa minchia vuol dire “Ape di Natale”.
Le ipotesi che si sono succedute nella mia mente sono le seguenti:
-Ape come in Italiano, Ape Maia… tipo un cocktail fatto con qualcosa di nero e qualcosa di giallo, magari a strisce tipo Ape Maia appunto. L’ipotesi si e’ ben presto arenata sulla difficolta’ di trovare qualcosa di credibilmente presente in un cocktail di colore nero. Il meglio che avevo pensato era un cocktail con succo di pompelmo e nero di seppia, tranne che mi pare farebbe abbastanza cacare e dunque anche se fosse, andrei riccamente in culo alla Milano da bere.
-La seconda ipotesi era che data la natura spesso finto salutista deiggiovani e meno giovani che fanno l’aperitivo, beh APE fosse una sorta di ACE (la roba alla carota con le vitamine che prendo sempre al bar quando paga qualcun altro) ma una escusivissima e alcolica P al posto della C. Ma cosa? Pastis? Pinacolada? Pgrappa? Non torna…
-Terza ipotesi. Ape e’ in realta’ un cocktail fortissimo, tipo il cocktail del troglodita, dell’uomo che piace alle donne in fin dei conti (almeno da quelli resi, resoconti, da Doc)… Si chiamerebbe cosi’ in quanto “ape” in Inglese vuol dire “primate” inteso come fottuta scimmia, anello mancante. Ero abbastanza convinto da questa ipotesi, quando me n’e’ venuta in mente una quarta, anche quella abbastanza plausibile
-Quarta ipotesi. Ape inteso come allegro mezzo di trasporto Piaggio a 3 ruote...ma perche'? Well, due possibilita’: uno perche' dopo che hai comprato quello al massimo ti puoi permettere un'Ape. O alternativamente, l'Ape si guida con la patente A quindi e' il tipico mezzo di trasporto che utilizza il pirla di turno. E siccome a Natale siamo tutti piu’ buoni (e certamente un po’ piu’ pirla del normale)…benvenga l’aperitivo del pirla!
Fatto sta che dopo che avevo rinunciato a scoprire quale delle quattro era quella giusta, ho chiesto al mio avvocato di fiducia, con cui coabito. Avendo fatto la pratica a Milano, sa benissimo come funziona la “Milano da bere”. E in effetti e’ venuto fuori l’ovvio…cioe’ Ape e’ semplicemente un diminutimo molto Milanese per aperitivo!
Il che mi fa tornare in mente che la cosa si fa un casino in Milanese…cioe’ tipo raga o siga.
Quello che mi sfugge ora e’ da dove venga figa. Ma quello e’ un mistero non da poco!
12/13/2005
12/05/2005
Antimondo

In Nordamerica ci sono queste carte telefoniche internazionali che sono incredibili. 20 dollari canadesi e uno parla qulacosa come 1000 minuti con l'Italia...in due mesi e mezzo ho speso tipo 20 dolllari di telefono, telefonando spesso e a lungo. L'unico neo che finora queste carte hanno rivelato e' quello di riuscire solo a chiamare all'interno del mondo civilizzato. L'Antimondo non e' raggiungibile. Una voce registrata mi dice "Aho' ma 'ndo cazzo stai a chiama'?". Per cui non c'e' assolutamente modo di chiamare questa mia amichetta che sta in una ridente (AH AH!) localita' del Trentino, lungo la Statale 350. Posto noto essenzialmente per una gara di pesca annuale. "A cui partecipa anche gente dall'estero". Ma la mia carta e' troppo urbana. Forse ne devo comprare un'altra?
Ghe uno che el va al bar e el ghe fa al barista: "Vorie le carte" e el barista "Leca to mare".
12/02/2005
Gheis
Dato il numero di interessati commenti agli ultimi due post, cerco di mettere insieme quello che ho capito sulla figura del ghei che piace alle donne. Il punto di partenza e' la condivisibile osservazione di Doc "'NUN CE STO A CAPI' 'N CAZZO". Punto di partenza, ma forse anche di arrivo.Il ghei e' uno che da una parte deve essere uno che sorprenda le donne "con attenzioni di una sensibilità molto simile alla loro", ma dall'altra deve essere pseudo-macho o addirittura cavernicolo. Fatti che peraltro trovano diretta conferma in infiniti e per me stupefacenti risultati di sondaggi da cui emerge che la fantasia erotica numero uno delle donne e' quella non proprio di essere violentate, ma di essere "prese con forza" e trattate in modo sessualmente "molto maschio" etc. Ma, ovviamente, mica sempre! come vengo debitamente informato.
Dato questo dualismo fra gheiezza interiore e machismo esteriore/fattuale viene ovvio pensare che l'icona ghei del Novecento non puo' non essere Mario Brega e in particolare la filosofia del
Sta mano pò èsse piuma e ppò èsse fero, oggi è stata 'na piuma
Perfetta incarnazione di quello che le fanciulle evidentemente vogliono: l'aspetto cavernicolo e' abbastaza ovvio nel camionista Mario Brega e l'aspetto del mistero dell'incertezza (essere prese con forza ma non certo sempre) e' anche quello tutto li'. Po' esse piuma, po' esse fero!
Quanto all'apparenza socialmente condivisa, quella ovviamente deve essere di classe e molto ghei (vedi Mr. Big di Sex & the City, anche lui inarrivabile e imprevedibile, ma esteriormente gentleman inappuntabile).
E cosa meglio allora di:
Me chiameno er principe, ah signó
Direi che e' perfetto! L'icona del ghei ideale che fa impazzire le donne!
Peccato. Ho solo la patente B...
11/29/2005
Sex & the City

A volte, ma raramente, capita di inciampare su una miniera d'oro. Sex & the City. Tutto quello che dicevo ieri e' VERISSIMO. Ho condotto un piccolo sondaggio informale via sms con alcune amiche, il 100% delle quali almeno trentenni, non fidanzate (ufficialmente), con coefficiente di fighitudo variabile, ma sempre largamente superiore del valore minimo di trombability.
Benche' il numero di soggetti testati non sia altissimo, il risultato e' stato stupefacente: 100% delle fanciulle guardano questa serie, i commenti sono tipicamente molto positivi, che vanno da "lo trovo innovativo, sebbene a volte un po' troppo volgare" (tipica cosa che si dice per fare belle figura ma in realta' uno non aspetta altro...) a "e' l'unica cosa che guardo in tv e mi sono presa anche il dvd".
AMAZING! Con oggi inizio con il piano di infrocimento, il che stando alla mia teoria dovrebbe garantirmi trombate al 100%. Il primo passo e' rinnovare il guardaroba. La mia ultima acquisizione da uomo etero (kind of...) e' il cappello in foto. Forse non la quintessenza del fashion, madde' costava $2.29 canadesi tassa inclusa. Mi pareva un buon affare. Il tipo con cui vivevo a boston mi consigliava Macy's che non ho la piu' pallida idea di cosa sia, ne' se ci sia in canada. Diceva che era una specie di grande magazzino che vendeva "fun clothes" a prezzo buono. 'na frocerie insomma. Il secondo passo e' cambiare la vocale di risata. Io rido con una vocale fra la A e la E. Devo assolutamente ridere in 'O'; la risata oh, oh, oh e' frocissima. Fatto questo, E' FATTA. Sesso a volonta'!!!!
Per infrocirmi del tutto dovrei anche perdere mille chili, ma quello lasciamo perdere....
11/28/2005
Sono il casalingo di Voghera?

Oggi la mia mascolinita' e' come il come il Nasdaq alla fine degli anni 90! Non trombo perche' sono decisamente troppo eterosessuale. Questa la logica concusione.
Finalmente una buona notizioa. Tutto molto teorico, al solito, e abbastanza contorto, ma logicamente `sound'.
Sono uno sfegatato fan dei "Sopranos", una serie TV americana che va su HBO su una famiglia di gangster mafiosi italo-americani. Tutto scaricato su DVD. Ma tutte le cose buone hanno un termine. E dopo 5 stagioni....ho finito i DVD.
Allora dovevo trovare qualcos'altro per il defatigamento tardo-serale... SEX AND THE CITY.
Tutto era nato da una mia domanda ad alcune donne del dipartimento, perche' del Nord America non ho mai capito una cosa: cosa cazzo vuol dire il `dating'? We went out "on a date". INCHESSENSO? In italiano `date' di solito si traduce "appuntamento". Ma a me in Italiano...suona malisssimo. `*?Ho un'appuntamento con una...' Chevvordi'? Esci col dentista?
Se c'e' una cosa bella e' quando esci con una e non sai... E cerchi di capire se tante volte questa reagirebbe bene se a un certo punto le sverghi mezzo metro di lingua in gola...o, in altre parole, contro ogni evidenza empirica, cerchi di trovare labili ragioni per trovare un pertugio nelle sue abili difese...pertugio in cui solertemente inserire (svergando) mezzo metro di lingua.
Ecco, il dating mi pare una roba che ammazza tutto questo. Quando uno capisce che ci puo' forse essere potenziale allora chiede alla tipa (o forse anche viceversa, per political correctness) di andare fuori `on a date', che ha un po' il senso di `try each other out' (di `provarsi a vicenda'). Cioe' in sostanza se vai fuori on a date, data la stipulazione contrattuale intercorsa fra le parti, l'intercourse e' atteso. E se non l'intercourse, entrambe le parti hanno in effetti convenuto sull'esistenza di un potenziale erotico fra i due.
All due respect, a me me pare 'na cazzata. E' tipo togliere qualunque forma di lirismo da ogni rapporto interpersonale fra giovani uomini e giovani donne (giovani in senso assai lato).
Eppoi, dal punto di vista strettamente empirico, il concetto di `dating' mi pareva un po' un controsenso. Io sostenevo l'inutilita' dell'istituto del "dating" per il semplice fatto che la potenzialita' sessuale/erotica e' SEMPRE in the back of my mind...basta che passi piu' di 5 minuti con una signorina e sicuramente penso come sarebbe a letto etc. etc. Per cui, data la mia natura di grosso/grasso ormone con le gambe, qual e' il senso del `dating' quando per me la potenziale erotica/sessuale e' SEMPRE presente virtualmente con chiunque biologicamente compatibile con i miei gusti in materia?
Dato che anche la mia amica kazaka (amica non a caso rimante con grande fica, ma anche altrettanto rimante con che tanto non me la da mica) aveva qualche problema con il concetto di `dating' (forse non a caso il piatto nazionale kazako e' tipo una capra grassissima che si mangia con le mani, che a occhio e croce non mi pare un piatto cosi' diverso dalla tegamata di cinghiale dello Gnudo...) mi ha consigliato di dare un'occhiata a Sex and the City per capire cosa sia il dating.
Per chi non lo conoscesse, Sex & the City e' una serie TV USA anch'essa di HBO (cable a pagamento, tipo sky) come i Sopranos. Il tema e' semplice: quattro amiche sulla trentina, tutte molto upscale, newyorkesi e le loro storie di relazioni con gli uomini. Nessuna sposata, tutte alla ricerca di relazioni etc. Il filo conduttore dello show e' Carrie, una giornalista freelance che scrive una colonna su un qualche giornale intitolata "Sex and the City", in cui racconta di come sia vissuto il sesso nella city (New York). Il tutto fatto con una certa ironia e con un certo realismo (almeno apparente) che mi pare possa rendere l'identificazione abbastanza agevole (ma vedi sotto), almeno per alcuni. Comunuqe, non male, tutto sommato.
Trouble is, a me, dopo quattro puntate, m'e' venuto il dubbio.... C'e' una sola persona al mondo che ho sentito ragionare di sesso e correlati ESATTAMENTE come queste donne: il tizio frocissimo con cui ho abitato per un periodo quando ero a Boston. Per cui ho provato a cercare su Google: "Is Sex and the City gay?". Prima hit: un articolo di un qualche australiano intitolato per l'appunto "Is Sex and the City gay?".
Umberto Eco nelle sue vecchie bustine di Minerva usava riferirsi alla casalinga di Voghera come la quintessenza della normalita' setereotipica, la rappresentazione semicaricaturale della italianita' piu' umile, or something like that... Razza a cui orgogliosamente appartengo.
Spostando l'asse spazio-temporale, ma mantenendo il resto intatto, si arriva piuttosto agevolmente alla casalinga di Springfield, Marge Simpson. E apparentemente in una qualche puntata, Marge si e' riferita a Sex & the City come "That's the show about four women acting like gay guys". E per me non esiste definizione migliore che colga in modo piu' immediato e veritiero la natura dello show. Il fatto e' che e' davvero consapevolmente cosi'. Come si menziona nell'articolo citato sopra, il creatore della serie e' gay e ha "devised one of the gayest hit series featuring straight characters in television history". Cioe' ha di fatto pensato una roba TROPPO GAY, ma anziche' fare una serie apertamente gay ha messo in bocca a quattro donne le cose gay che pensa. Il tutto ammesso molto candidamente.
Ora, ovviamente il test e' vedere come le donne prendono questa serie. Se c'e' una qualche forma di immedesimazione o di ammissione della rilevanza/similarita' dei temi trattati con il proprio pensiero, questo vuole dire, molto logicamente, che le donne sono gay. Io NON sono gay, quindi non attraggo le donne. Quindi di fatto non trombo perche' sono TROPPO eterosessuale.
Ho scritto alla mia buona amica M. che mi pareva il tipo di persona che potesse conoscere e apprezzare la serie. E' dell'eta' giusta e sta a Milano e fa uno di questi lavori che non capisco mai in pratica cosa cazzo vogliono dire. Credo di capire che si occupi del marketing in una societa' multinazionale che vende fondi di investimento o roba finanziaria del genere. Quindi il lavoro (nella mia mente incapace di immaginare IL LAVORO, in generale) me lo immagino come mettersi alla scrivania e pensare modi per far capire quanto sono ganzi questi fondi a persone molto upscale che possono permettersi l'acquisto.
Una situazione molto Sex & the City... Chiedo molto direttamente, anzi affermo molto direttamente a te piace TROPPO sex and the city e insieme a qualche buona notizia buttata li' mi risponde " ...come hai fatto a capirlo?". Ora il passo successivo e' vedere se piace l'aspetto filmico/narrativo della cosa oppure se c'e' una qualche forma di condivisione dei temi trattati dai gay/donne della serie.
Due righe sotto dice " in effetti I discorsi con le mie amiche sarebbero un'eccezionale fonte di ispirazione, con qualche censura!!!;) ". CONCUSIONE: LE DONNE SONO GAY! IO NO! E' PER QUESTO CHE NON TROMBO! IL CHE E' UN BEL SOLLIEVO....
L'unica cosa che mi sfugge e' che in America la liberta' sessuale delle quattro protagoniste ha fatto un certo scalpore. Insomma la serie non e' esattamente fatta di accenni e tinte pastello. Le tipe...trombano, eccome, eqquanto! Non e' una sottile ragnatela di non-detti, di allusioni, di riferimenti. E' tutto qui ed ora, tutto molto presente, tutto molto materiale, reale, sessuale.
So, voglio dire, di cosa mai parlera' la mia amica M. con le sue amiche? ..." con qualche censura!!!;) ".
Mi sa che sono troppo gay per immaginare...
11/14/2005
When blackness was a virtue and the road was full of mud
I came in from the wilderness, a creature void of form.
"Come in," she said,
"I'll give you shelter from the storm."
(Bob Dylan "Shelter from the storm")
Nel mezzo del cammin di nostra vita....
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Quando vidi costui nel gran diserto,
«Miserere di me», gridai a lui,
«qual che tu sii, od ombra od omo certo!».
Rispuosemi: «Non omo, omo già fui,
...
Ond'io per lo tuo me' penso e discerno
che tu mi segui, e io sarò tua guida,
e trarrotti di qui per loco etterno,
(Dante, Inferno, Canto I)
Mi pareva moderatamente interessate...
Galleggio
Io di cose scientifiche non ci capisco una sega nulla. Ma questi tizi hanno fatto un esperimento che mostra che la Diet Coke galleggia, mentre la Coca Cola classic affonda. Personalmente la mia spiegazione non appena ho visto la foto e' stata: evidentemente la lattina di diet coke e' vuota.Nei dipartimenti nordamericani di solito la gente ci abita piu' che ci lavora, per cui c'e' sempre almeno un frigorifero, un lavello, un microonde. Suscitando un certo livello di incredulo divertimento negli astanti ho replicato l'esperimento nel lavello del dipartimento. Si sa, e' buona pratica scientifica replicare gli esperimenti altrui per essere certi delle metodologie utilizzate e whatnot. Minchia, E' VERO! La Diet coke galleggia, la coca cola classic affonda! Roba da "Will it float?" da David Letterman.
Beh, ho dovuto rivedere la mia spiegazione dell'effetto dell'esperimento. Non e' vero che la lattina di Diet coke e' vuota. La mia spiegazione e' diventata: "MIRACOLO!"
Ma gli zelanti sperimentatori assicurano che si tratta di un banalissimo "Effect of sugar content on density". Peraltro c'e' questa evidenza aneddotica che il sale fa galleggiare meglio...tipo ci solo le foto di questi che leggono il giornale seduti sul mare salatissimo (mar nero?). Quindi ho TROPPO capito in che direzione deve andare la mia alimentazione. Bevo solo diet coke e mangio solo cose salate, tipicamente pizze bistecche e pasta.
Mi sono tuffato in piscina. Affondo. Piu' di prima. Non mi torna!
10/30/2005
10/17/2005
Codice Morse

Pensavo ieri: MADONNA CHE PAR DI COGLIONI QUELLI CHE DOVEVANO SCRIVERE CON IL CODICE MORSE! Mi pare gia' teribbile pensare a quando non c'era il T9 nei telefonini che uno doveva scrivere tutto pigiando n volte il tasto numerico per ottenere una sola lettera. Ma , man, il codice morse mi pare davvero incredibilmente complesso. per scrivere V ...-. Possibile non ci fosse un modo piu' semplice.? L'idea e' quella di un codice binario, cioe' esattamente la stessa idea del computer, tranne in linguaggio macchina. Possibile a nessuno sia venuto in mente di creare almeno un "Morse assembler?". Ma chi mai avra' ancora questa fascinazione per punti e linee?
Lo pensavo giusto appunto ieri mentre corrispondevo amabilmente con una tale dalla quale ho comprato a meta' settembre degli oggetti che sarebbero dovuti arrivare all'individuo che si firma Doc in numerosi commenti a questo blog. Il solo fatto che si frantumi 3/4 di minchia a leggere ogni cazzata che ci scrivo mi pare meritorio di un regalino. Quello che succede e' che nonostante una mia esplicita nota all'atto del pagamento via paypal, la venditrice manda il tutto all'indirizzo di fatturazione a Siena e non risponde alle mie numerose mail. Dato che il pacco non arriva e questa non mi risponde decido di chiedere un rimborso a paypal. Dopo una quindicina di giorni provo di nuovo a contattare la tipa via ebay e finalmente mi risponde con il codice della spedizione e mi rendo conto che ha mandato il tutto a siena. Fair enough. Ha sbagliato indirizzo comunque ha mandato la roba. Lascio feedback Positivo e mi dimentico del tutto (btw, il suo sistema automatizzato mi lascia feedback positivo). Tuttavia la cosa di paypal prosegue (evidentemente anche loro non sono riusciti a contattare la venditrice) e un paio di giorni fa mi arriva la notifica di rimborso.
Dopo un paio d'ore mi arriva la seguente mail, evidentemente in codice Morse, che ritengo un grandissimo pezzo di letteratura trash, una cosa che Banfi avrebbe potuto rendere immortale:
ma non hai un pò di vergogna x quello che hai fatto??
IN QUESTA E-MAIL TI DIMOSTRO CHE MI AVEVI CHIESTO SE TI AVEVO SPEDITO IL PACCO....E TI HO ALLEGATO LA SCANSIONE DELLA SPEDIZIONE IN PACCO CELERE 3.....E LA POSTA TI HA PURE CONSEGNATO...............XCHè DOPO LA MIA E-MAIL NON MI HAI DATO PIù RISPOSTA RIGUARDO AL PACCO??
HAI PRESO LA STRADA PIù INFIDA E NASCONDENDOTI ALLA REALTà...........X FARE COSA'?.-------.......X RIPRENDERTI 73 EURO??...............XCHè DICI BUGIE DICENDO CHE MI HAI SCRITTO CONTINUAMENTE??
XCHè NON LO DIMOSTRI??........IO HO LA PROVA DELLA MIA SERIETà E ONESTA.......LE TUE SONO SOLO BUGIE..........MA GIUSTAMENTE NON DEVE FINIRE COSI.------------NON HA SENSO!!
IO TI HO SPEDITO LA MERCE........LA POSTA HA CONSEGNATO......E TU XCHè NON VUOI PAGARE??
MAGARI AVRESTI ANCHE IL CORAGGIO DI METTERMI I VOTI NEGATIVI OLTRE AD NON PAGARMI..............CI SI PUò ASPETTARE DI TUTTO !!
TI RIPETO ANCORA: XCHè NON MI HAI CONTATTATO E HAI DETTO A PAYPAL CHE IO NON TI HO MAI RISPOSTO??
XCHè QUESTE BUGIE??
ASPETTO RISPOSTA E CHE TU METTA A POSTO OGNI COSA.........
Ora, la cosa evidentemente fantastica oltre alla sintassi e' la quantita' gigantesca di puntini che questa persona usa...nonche' di lineete ------NON HA SENSO!
Naturalmente mi e' toccato rispondere facendo copyincolly di diverse mail in cui chiedevo notizie. Mail abbastanza lunga e abbastanza divertente da scrivere che iniziava:
Gentile Signora,
vedo che la prospettiva di una potenziale perdita di 73 euro, che a suo
dire sto cercando di riprendere prendendo "LA STRADA PIù INFIDA E
NASCONDENDOTI ALLA REALTà" mi pare la rendano decisamente di cattivo
umore. Dato il tono profondamente offensivo e denigratorio della sua
mail, devo mio malgrado dedicare un po' di tempo a questa faccenda, che
non meriterebbe ulteriori perdite di tempo da parte mia non fosse che
per un certo timore per il suo stato di salute, del quale non vorrei
essere ritenuto responsabile.
La cosa che mi interessava davvero capire era se la quantita' di puntini sarebbe diminuita nella risposta alla mia lettera e se la risposta sarebbe stata tutta maiuscola. Scrivere tutto maisucolo mi pare un'aberrazione sub-umana. Ognuno ha sue fisime...Mi risponde, peraltro mostrando di non avere capito virtualmente un cazzo del fatto che il pacco l'ha mandato dove abitavo a siena, come segue:
ciao.......se allora l'indirizzo è inesatto prima o poi mi deve tornare...vero??.--------ma la posta dice che è stato consegnato a Siena.............ma allora chi lo ha ritirato??-.---------mistero!!.....
vabbè.........son cose capitano.........ma se non è stato ritirato........prima o poi tornerà indietro...........
io non ho ricevuto re-mail di quelle che tu mi dici........credimi!!
ho ricevuto solo quella che mi chiede se avevo spedito oppure no !!-------mi devi credere !
anchio spesso mando e-mail e non arrivano !!
capisci la mia collera ( non x i soldi)..........ma dico: senza nemmeno contattarmi non è giusto-.............mi si poteva chiedere cosa era successo........capisci??
probabilmente quando si scrive direttamente con ebay arrivano i scritti !
ok.....chiudiamo cosi la storia........se arrivano i fumetti va bene...........senò qualcun'altro ne ha benificiato !!
sei a Toronto x lavoro??..........nostalgia dell'Italia??
...ci risentiamo e non farci caso.......la rabbia è una brutta cosa!
ciao ciao da
Well, come direbbe un Dan Peterson "vintage": lei e' DISTURBATA, ok? La risposta era almeno scritta minuscola.
Ma il codice Morse, pur evidentemente anacronistico, e' decisamente vivo e vegeto!
10/14/2005
Edukators
Almeno la semantica a qualcosa e' servita e una macchina fotografica digitale come si deve non me la leva nessuno. Nel senso che avendola gia' comprata ormai e' mia, finche' non me la fottono. Quindi da oggi posso postare interessantissime immagini come quella qui a fianco.Scattata all'uscita dal Bloor cinema dove ho visto The Edukators.
Filmino tedesco, niente di che in effetti, ma davvero aveva tutto quello che speravo avesse, data la recensione che ho letto. E' un film fantasticamente GIOVANILISTICO. E , c'e' poco da fare, questi film mi piacciono, o, almeno, mi fanno stare bene. Giovanilistico e' film dove dei giovani, tipicamente ma non necessariamente idealisti, fanno cose da giovani, tipo vivono insieme con pochi soldi, si fanno da mangiare in case da studenti, trombano felici e fumano la marijuana. Lo so, mi accontento di abbastanza poco. Ovviamente non e' che tutti i film con questi ingredienti di base mi piacciano, ci vuole l'amalgama giusto o perlomeno il buon gusto di non essere sentimentalmente pornografici o linguisticamente posticci. Il film era in tedesco, quindi quanto alla seconda cosa direi che non ho corso troppi rischi.
Andare nei cinema nordamericani soddisfa comunque, per cui uno puo' permettersi abbastanza liberamente (schei permettendo) di andare, sicuro che oltre film c'e' sempre dell'altro. E molto interessante. Come dimostra ampiamente la foto qui sopra.
I cinema non multisala, che di solito per sopravvivere offrono una programmazione semi-d'essai sono i miei preferiti. Non solo per il pavimento imperfetto che porta i segni del tempo o per l'attempato signore che mostra che lui la famiglia l'ha mantenuta cosi' per anni e nemmeno per gli studenti che di solito ci lavorano etc. Ma e' la qualita' del burro la vera differenza. Il Brattle a Boston ne faceva un chiaro motivo di vanto, esponendo il cartello REAL BUTTER.
E in effetti il burro dei multisala piu' chic e' una roba vagamente chimica che scende da delle cannule attaccate a dispenser, che a loro volta ritengo in qualche modo commuicare con qulche girone infernale da cui la misteriosa sostanza proviene.
E noi che siamo retrogradi pensavamo che il burro facesse male. REAL BUTTER e' un vanto da queste parti, il che forse rende incidentalmente conto della ragione per cui molte delle locali sembrano perfette come testimonial della Paluani. Forza Ceo. Il punto col Treviso incazzato per me non e' per niente da buttare via.

Ma perche' mi interessano cosi' questi filmini giovanilistici? Penso che la ragione sia perche' capisco quello che succede. La realta' fluisce in modo atteso, il che non pregiudica la possibilita' di colpi di scena clamorosi, ma fa si che l'inatteso si stagli tale nel cielo del previsto.
In particolare i rapporti fra giovani uomini e giovani donne mi sembrano fluiscano in modo reale, ovvero come realmente dovrebbe essere, condizionale che implica l'irrealta' (giudicata) del mio reale.
Non si tratta ovviamente di voler scopare ad ogni costo. Immagino che focalizzando l'attenzione sulla volonta' di inserire il cazzo da qualche parte, qualcosa si possa trovare. Ma il puro esercizio fisico si fa per dimagrire e penso che la piscina sia piu' efficace (sto mentendo). Puro esercizio fisico, ok. Ma quello, QUELLO che davvero mi sfugge, e spero di non essere l'unico, e' quanto segue.
Non so se si tratti solamente di incapacita' di accettare una netta separazione percettiva fra individui diversi, ma in quanto cognitivista convinto e chomskiano per giunta, tendo sempre ad attribuire molto alla componente condivisa in quanto innata a scapito della superficiale differenza. (minchia oh, come me la tiro!) Ecco.
Quelle sere o quelle giornate o quei pomeriggi in cui TUTTO e' perfetto, quando si parla il giusto e si capisce di piu'. Quelle sere in cui le risate non coprono l'imbarazzo ma sono espressione pura del potenziale inespresso e solitamente represso. Quelle sere in cui sembra che il giorno dopo tutto sara' migliore per il solo fatto che mi risvegliero' con questa persona nello stesso letto. Quelle sere, perche' poi 9 volte su 1o mi risveglio il giorno dopo nel letto da solo (non sorprendentemente, essendo andato a letto da solo).
Nei film giovanilisti e' tipicamente molto chiaro che la complicita' e le risate e quant'altro (non parlo di sguardi, che di quelli non ho mai capito una sega nulla...) portano a qualcosa. E qualcosa accade in modo necessario, ineluttabile e universale. E sara' forse l'idea di un altro o di un migliore o il rispetto di un contratto o l'imbarazzo del momento, ma spesso in quelle sere non accade nulla.
Ne resta comunque un piacevole ricordo, velato di rimpianto.
(questo e' uno dei post piu' bastardi che abbia mai scritto. L'idea e' qualcuna delle signorine che legge, resasi conto della totale correttezza di quello che dico, decida che vuole TROPPO scopare con me. Che poi alla fine e' qullo che conta, no?)
10/11/2005
Se fossi...
2. Se fossi il presidente di una squadra di calcio e un mio diretto dipendente fosse trovato allo stadio con una valigetta con dentro 250.000 euro, soldi usati per truccare l'esito della partita stessa, peraltro in modo molto grossolano, sostituendo il portierone paratutto del primo tempo con un minchione prezzolato, l'unica conseguenza sul piano penale sarebbe solo la retrocessione della squadra?
3. S'i' fosse Cecco, com' i' sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre:
le zop[p]e e vecchie lasserei altrui.
10/09/2005
VAFFANCULO A DEBIAN
Si oh, mi sono comprato il computer nuovo, ovviamente ci voglio mettere Debian. Masochista come al solito. Il mio vecchio computer del 2001 ormai funzionava davvero bene con Debian. Per forza, anche se uno va con testing il software e' vecchissimo. Ma m'importa 'na sega del software. Se pero' sono driver e configurazione hardware la cosa cambia. Cazzo. Metto il fottuto cd di sarge, che viene con un kernel 2.4 (no, dico...oh, quanto cazzo mai ci vorra' a mettere un installer con il 2.6 di sta minchia). Comunuqe, penso, e ne sono ancora convinto, Debian e' la distribuzione di gran lunga piu' migliore e dunque bisogna portare pazienza. Trovo il solito supernerd che e' riuscito a installare un 2.6, compilando il kernel... e uso i suoi consigli per configurare il mio ruzzino col 2.4. Molte bestemmie dopo riesco a configurare il tutto, tranne che non mi funziona l'Alps glidepad (il bigolo per far muovere il mouse). quindi data la mancanza di core pointer, X non mi parte. Dunque corro a prendere un mouse allo spacciatore di roba a bassissimo prezzo, di assai dubbia provenienza e il mouse non va, nel senso che me l'hanno venduto rotto. (Partita tagliata male). Lo vado a cambiare e finalmente parte X. Well, il mio HD non e' male. Ma provo hdparm -tT /dev/hda e mi viene un miserissimo 2Mb/sec. non mi funziona -d1 ma funziona -c3 e -X66. Ma si arriva solo a 4.5Mb che e' strapoco. Ok dico va bene. E cerco di configurare il mio personalissimo kernel 2.6, con cui apparentemente il glidepad avrebbe funzionato e probabilmente anche la scheda wireless. Compilo milioni di volte e ottengo sempre kernel panic perche' apparentemente non gli tornava che /dev/hda5 fosse la mia root. oh, cazzo quella era. poi trovo uno che dava una businesscard.iso modificata con un kernel 2.6 dentro. La provo e probabilmente per via di restrizioni interne al posto dove vivo non e' immediatamente riuscito a connetersi a internet per scaricare pacchetti (parliamo sempre di netinstall ok?). Risultato: formatto il tutto e non boota piu'. E vi assicuro che non sono il solo ad avere questi problemi. Fra parentesi quel cazzo di kernel 2.4 che mi funzionava aveva uno dei bug piu' incredibili che mi sia mai capitato di vedere. Ovvero, reboottando e facendo partire di nuovo Debian no problem, MA, la sequenza reboot>windows>reboot>Debian innescava un "noto" bug della mia scheda ethernet, tale per cui il DHCP non funzionava. Soluzione un hard stop (cioe' halt al sistema e meglio pure cavare la spina).Al che mi sono sfracassato 3/4 di minchia, ho mandato affanculo debian e mi sono buttato su Ubuntu. A parte il nome bellissimo, Ubuntu fa tutto quello che uno spera: si installa fantasticamente bene al primo colpo, l'hardware e' TUTTO riconosciuto e correttamente installato (senza nemmeno mettere mano a /etc/X11/X86Config-4). Tutto inclusa la scheda wireless, il masterizzatore DVD funziona alla velocita' che dovrebbe e hdparm -tT /dev/sda mi da attorno al 15-20. Il tutto senza fare nulla. A questo si aggiunga che Ubuntu e' basato su debian (un fork credo) per cui mi pare per ora molto solido. L'unico problemino finora e' che non mi riconosceva la roba di latex messa in /usr/local/share/texmf che dovrebbe essere un path valido stando all'output di kpsewhich --show-path=tex. Un bug forse? Ma e' bastato scegliere un altro path ~/texmf/ per risolvere la cosa. Per cui viva viva Ubuntu. OOOOHHHHH LLLA'.
Fra un paio di mesi festeggio l'anno senza trombare. Non vorrei trasparisse.
10/03/2005
Tempura di mihnkhjia

E' piutosto deprimente essere troppo vecchi per poter vedere nascere parole nuove dal nulla, tipicamente come libera espressione di un qualche giovanilismo. Ma e' molto divertente assistere a fenomeni di parziale spostamento semantico, parole che assumono significati nuovi ma chiaramente ancora sufficientemente legati al significato originario. La parola del giorno e' GAY. Un tempo era omosessuali (e penso per molti fosse uomosessuali), poi si e' affermato gay, poi e' stata la volta delle sigle GLBT (GayLesboBiTrans) e qui, siccome piu' avanti, siamo al GLBTQ, dove Q sta per Queer. Io proporrei per il futuro l'universale NCC (Ndo'CojoCojo). Ma GAY, certamente in Inglese, ma evidentemente anche in italiano, non designa piu' soltanto una preferenza sessuale, ma ha coperto anche l'area semantica del mellifluo, dello sdolcinato, del giocosamente superfluo ma elegante. Per cui l'espressione "film gay" un tempo sarebbe probabilmente stata interpretata solo come designante una storia di trapani di carne sul grande schermo. Oggi "that movie was so gay" puo' riferirsi ad un film che nulla ha che fare con bears e twinks, ma semplicemente ad un film "cheesy".
Gay in questo senso esteso e' qualunque fenomeno che alluda attraverso un significante apparentemente raffinato ed elegante ad un significato non in grado di reggere il peso dell'opulento significante.
Le donne tendono ad essere profondamente gay, specie quelle che vogliono:
a) Essere portate fuori a cena
b) Ci tengono abbestia alla linea
c) Vogliono risultare donne di classe
d) In conseguenza di c) non si azzardano nemmeno ad accennare un timido tentativo di pagamento della propria parte.
Se vi capita una che risponda a tutti i requisiti a,b,c,d, beh, siete nella merda. E avete ottime chance di finire in un ristorante giapponese. Che, si badi bene, trovo un'ottima scelta, non fosse per i prezzi spesso assurdi.
Ma c'e' qualcosa nei ristoranti giapponauti che e' profondamente GAY e che rende assolutamente GAY le fanciulle che lo ordinano. Il TEMPURA. Chevvordi' TEMPURA? Sonasega. Ma in pratica che e'? Non e' ne' piu' ne' meno che una fottura frittura di qualcosa. Gambero tempura = Gambero fritto. E non dite `no, il tempura e' piu' leggero'. UNA SEGA. Oggi, preso da crisetta bulimica, sono stato in un posto economico giapponauta, ma decisamente giapponauta doc, frequentato da giapponauti doc et al. con occhi a mandorla. E quant'evvero iddio (?) mi sono preso 'sto cazzo di tempura. Posso assicurare che sono due gamberoni FRITTI, con della verdura FRITTA, quest'ultima ESATTAMENTE come la faceva la mi' nonna. E allora queste, diciamolo pure con simpatia, ma diciamolo!, TROIE, che ti fanno spendere un buon 30 eury per mangiarsi un cazzo di frittura di pesce e verdura, perche' e ripeto PERCHE' cazzo mai non dicono mai di si quando propongo l'ovvio, ovvero di andare a mangiare una bella CODA ALLA VACCINARA? Eh eh?
Perche' i Giapponauti sono riusciti estremamente bene nella creazione di una delle cose piu' GAY del mondo. E queste donne tali sono. GAY. Ma nell'altro senso, credo, che non me la danno nemmeno dopo il tempura!
E io dico che lo puoi chiamare anche, perche' fa chic "Tempura di mihnkhjia", ma trassasi pur sempre di cazzo fritto. Eccheccazo!
E ricordate i grandi classici. "Fracchia la belva umana": SE 'NVECE DER VITELLO TE DANNO ER MULO, TU MAGNA, STATTE ZITTO E VAFFANCULO!
Parole sante.
10/02/2005
Costantino della Gherardesca ed io
Capito il funzionamento di lucchetto e armadietto, pensavo decisamente di potermi dedicare al nuoto. Cecato come sono ho subito avuto un problemino non appena mi sono addentrato nei meandri delle corsie centrali. Il fatto e' che non esistono esattamente `corsie', ma autostrade in cui apparentemente la gente nuota `ad minchiam'. Pensato di essere approdato (per errore) nella casa delle liberta', decido che un lembo di piscina e' mio e ci vado avanti e indietro come piu' mi aggrada (o cazzo mi pare che dir si voglia). Terza vasta frontalone con un altro che veniva a stile libero. Mi dice qualcosa che non capisco bene, ma credo fosse tipo "Puck you"... si sa in Canada l'hockey va per la maggiore e mi avra' certamente dato del disco da hockey! Mi scuso, ma un po' seccato, certo del fatto che la gente andasse a casissimo, facendo un po' di attenzione a non sbattere contro gli altri.Ormai sull'orlo dell'infarto cardiocircolatorio, decido di considerare la questione in termini puramente teorici da bordo vasca. E mi rendo conto che la gente non va PER NULLA `ad minchiam', ma la complessita' del sistema e' degno dei loro lucchetti. Lo spazio fra due file di boe, quelle che da noi delimitano le singole corsie, comprende quattro corsie. La linea nera sul fondo funge da spartiacque (cosa non ovvia di primo acchito dato tutto lo spazio a disposizione e il fatto che nelle gare e' il centro della corsia dell'atleta). Ma la cosa davvero sorprendente e' che le quattro corsie rimano ABBA. Cioe' nelle prime due tutto normale, si tiene la destra all'andata e la destra al ritorno. Ma nella terza e la quarta si guida all'inglese. Per cui nell'ultima si va nello stesso senso della prima e nella terza nello stesso della seconda. Il crea la sensazione che in mezzo (dove in effetti ci sono due corsie teoriche dove si va nella stessa direzione) la gente vada ad minchiam. Io, nel mio piccolo, mi ero messo nella quarta corsia, e da buon italo-berlinese, guidavo all'italiana, cioe', tecnicamente, in clamoroso controsenso. Ergo, il frontalone e la giustificata reazione del tizio!
Risolta la questione corsie, pensavo di essere a posto. L'unica cosa e' che non mi tornava troppo era che mi pareva di assistere al trionfo di una generazione di fenomeni a scapito di gente un po' arrugginita e grassa come me... Voglio dire, normalmente non vengo superato da TUTTI e poi anche con quell'aria di sufficienza..come se stessi occupando uno spazio non mi compete! Cazzo vuoi oh? Sono in piscina, ora rispetto le regole di circolazione, te vai piu' forte, EBBRAVO? Vai via dalla mia vita!
Ero intento in questi pensieri quando vedo entrare in vasca il sosia, ma davvero in modo incredibile di Costantino della Gherardesca (nella foto). Data la struttura fisica del suddetto, l'ho guardato come dire: "TU SEI IL MIO UOMO!". Ed ero assolutamente prontissimo a inseguirlo e superarlo per prendermi la mia rivincita. Scende in acqua spostando non meno di un centinaio di metri cubi d'acqua, io prontissimo e riposato. Parte, lo seguo. A Costanti' ma 'ndo' voi anna'? Lo guardo. E si allontana. Phelps, quaranta chili dopo, ma pur sempre Phelps. Generazione di fenomeni! Macchemmagneno in Canada?
E' stato solo molto dopo, ad occhiale rimesso, che mi sono reso conto che ci sono dei cartelli a bordo vasca che dividono le corsie in FAST, MEDIUM FAST, MEDIUM SLOW, SLOW. Ero stato nella fast.
La prossima volta nella slow, con tutti i Giapponauti...
Il Berlinese.
9/30/2005
Kaz
Laddove non arriva la testa, bisogna cercare almeno di salvare la faccia. Se questa e' come il culo, potrebbe essere un ottimo ausilio per illudere sulla qualita' della testa. E cosi' cercavo di barcamenarmi nel tran tran accademico, barattando il mio non capire una sega con apodittiche battute tese a far prefigurare la meraviglia laddove il nulla impera sovrano. E cosi' mi trovavo ad accennare brevemente ad alcune vecchie alternanze con verbi psicologici in Italiano cercando di far intravedere un'inesistente barlume di cultura laddove invece queste cose mi sono sempre rimaste talmente indigeste da avere tuttalpiu' consistentemente agito da tura-cul!Io, il berlinese, cerco ogni tanto di mettere un tocco d'esotismo nella ricetta, debitamente condito di un po' di quella faccia di culo di cui sopra. Un po' di curry magari non basta, ma di base e' sempre risi e bisi. Lingue creole per quel tocco d'esotismo, ma alla fine della fiera tendono ad essere delle lingue romanze parlate dai dei negri che non ci capivano una sega. (Interpretazione molto ottocentesca della cosa dalla quale naturalmente mi dissocio in modo completo...ma per semplificare un po'...).
E dunque alla fine viva la pizza la mamma il mandolino...e l'Italiano! Quindi le solite cose Gianni teme il terremoto ma non *Il terremoto teme Gianni. Ma con certi verbi Il terremoto preoccupa Gianni e con altri ancora A Gianni piace il terremoto ma anche Il terremoto piace a Gianni. Solite vecchie cose, magari analisi un po' da svecchiare, un po' di curry da aggiungere, madde' finita li'.
E me ne stavo li' a cazzeggiare su queste cose. E la capa fa, come se si trattasse di una bazzecola. Beh, interessante...e' abbastanza simile a quello che vorrebbe fare quest'altra studentessa, quindi magari potete vedere un po' insieme come fare. Il che in condizioni normali e' sempre una buona cosa; concorso di colpa invece che cazzi tuoi fino in fondo! Il piccolissimo problema e' che questa si occupa non di Italiano e questo e' comprensibile dato che siamo in Canada. Le due cose piu' probabili sono evidentemente Inglese o Francese. Non esattamente my cup of tea, ma comunque lingue su cui uno una mezza idea la riesce ad avere anche cosi' ad occhio. No, non sono quelle.
Trattasi del TONGANO.
Kaz! E da disperazione vengo colto.
Ora, io di Tonga tutto quello che so e' che sono discreti a rugby e se non ricordo male in una puntata di `velisti per caso' Susy Blady faceva il bagno in piscina con l'intera squadra di rugby e sembrava gradire assai. Al di la' di questo, il nulla. Mi sono procurato una cartina del posto, giusto per sapere dove cazzo. (credo di capire che stia in provincia di Nuova Zelanda). Credo che quando uno arriva al tongano, uno il fondo del barile l'abbia toccato.
Non resta che scavare.
Vado dalla grande capa un po' sconvolto e le dico "Sono di berlino. Io non e' che so bene una sega d'alcunche', tipo deh...Nominativo Accusativo ok, ma queste lingue Ergativo Absolutivo come il TONGANO (di merda) non e' che deh ci navighi troppo". Il tutto cercando sempre di mantenere una certa dignita' / rispettabilita' e cercando di fingere cultura anche laddove lei parlava di esotismi talmente radicali da risultare quasi esoterici. Cosa puo' esserci oltre il Tongano? Si scava. E viene fuori che c’e’ una stundessa momentaneamente assente che si occupa piu’ o meno di queste cose in una cazzo di lingua che non ho la piu’ pallida idea nemmen di come cazzo si scriva tipo…Inouan o qualcosa del genere.
Kaz! E la disperazione aumenta.
Ma non tutto il male viene per nuocere. Ad un certo punto capisco chi e’ questa studentessa! E’ una che sostiene di essere del Kazakistan (non ho la piu' pallida idea dove cazzo sia, includo mappa), ma chiaramente viene dal Fighikistan. E questa e' cosa buona e giusta. Al momento e’ casa, ma tornera’ presto. l’Inouan o quarrobballa’, tutto bono!
Kaz! Viva il Kaz! Non tutto il Kaz vien per nuocere!
9/23/2005
Appello
Computer nuovo
Ecco, l'hard disk non e' originale, ma dovrebbe essere meglio dell'originale, il processore non una scheggia, Ram ne e' stata aggiunta molta e lo schermo dovrebbe essere fenomenale.
L'unica cosa e' che ho mandato il pagamento in una forma che di fatto non mi garantisce protezione in caso di frodi. Il tipo mi pareva un nice guy. Di cognome fa Vu. O forse di nome. L'altro pezzo e' Nam. In pratica un vietnamita. Con tutto il rispetto sono un pochino nervoso. Vu come in Vu Cumpra'. E io ho cumpra'. Dice seccamente non appena spedisce mi fa sapere. Ecco, in pratica sono nel limbo dell'uomo fiducioso, ma che nel suo piccolo si caga un po' addosso. Ma non c'e' ragione di preoccuparsi no?
9/20/2005
Esorcista
Ho appena letto sul giornale canadese una graziosa notiziuola che mi ha fatto sorridere. Sull'aereo avevo letto con piacere l'episodio mensile di Don Zauker (esorcista) sul Vernacoliere, questa volta alle prese con una Madonna che si rifiutava di piangere. Ho sempre considerato il Vernacoliere un giornale satirico, ma forse mi sono sempre sbagliato e le avventure di Don Zauker sono in realta' realismo verghiano... Pare che nel 1614 la Chiesa si fosse presa la briga (e di certo il gusto) di regolamentare l'attivita' degli esorcisti, cioe' dei preti alle prese con il Maligno, con Satana, con qullo kaa' coda che vive ner foco. Poi immagino ci possano essere stati secoli in cui la ragione forse avesse preso un po' il sopravvento. Gli esorcisti, i posseduti, gli indemoniati, 'GNIAMO...robe belle nei film di Dario Argento o per dare lavoro agli antropologi del tarantismo o per far disegnare al Caluri l'ennesimo episodio di Don Zauker. Ma una Chiesa cosi' intransigente verso gente che francamente non vedo che male faccia nel mondo, tipo i froci, beh, chissa' come si vergonera' di non avere ancora cancellato questa cosa dell'esorcismo dal proprio ordinamento!
Beh, apparentemente nel 1999 si e' sentita la necessita' di rinverdire i fasti seicenteschi e si e' rimesso mano alla regolamentazione dell'esorcismo, ovvero si e' riaffermata l'esistenza del Maligno e si e' codificato il rituale esorcistico. La notizia era sul giornale perche' in questi giorni un centinaio di preti dichiaratamente esorcisti sono riuniti a Roma (con il benestare e il benvenuto del Sommo Pontefice, che in effetti vedrei molto bene in qualche film di Dario Argento) per discutere, imparare, etc. Tipo una conferenzona di esorcisti. Al che la domanda sorge spontanea: quando io voglio andare alle conferenze devo mandare un abstract e se questo piace vengo accettato alla conferenza. In questo caso...chissa' come funzionava... Abstract: "Sulle mazzate nei coglioni al fine di far uscire il maligno dal posseduto"??? E la cosa sorprendete e' che sebbene sembri una battuta in effetti il rituale codificato dalla Chiesa e' incredibilmente simile a quello del fil "L'esorcista": preghiere, acqua santa come se piovesse, imposizione delle mani, ordini al maligno di `uscire' dal corpo del posseduto. 1614--1999 trecentocinquant'anni di progresso!
Evviva don Zauker che con la scusa di sconfiggere il maligno di solito riesce a trombare di lusso!
9/18/2005
609 Quater C.P.
Per cui fa sempre piacere quando per un qualche caso il domino del possibile si amplia, in barba al capello bianco (o allo *capello, for that matter...). Tutto sommato, il mio dominio del possibile con le donne e' davvero ampio...'ndo cojo cojo, purche' respirante.
Tuttavia, purtroppo non posso fare a meno di rammaricarmi dell'impossibilita' di andare con fanciulle diciamo di 16 anni, alle quali, onestamente, non manca nulla! ma proprio nulla! solo la facevo una cosa un po' da galera e siccome le arance mi piace comprale io, ho sempre desistito.
Il mio nuovo amichetto avvocato pero' mi ha aperto gli occhi sulla realta' legislativa italiana; in particolare mi ha sciorinato a memoria l'articolo 609 Quater del codice penale, opportunamente intitolato `Atti sessuali con minorenne':
Questo in sostanza vuol dire che: i regazzini possono trombare fra se', il che mi pare giusto. Le fanciulle sotto i quattordici anni non si possono trombare (e questo mi pare anche giusto). Tuttavia da quattordici anni in su TUTTO BONO!!! Il che mi pare di molto giusto! Dice l'avvocato "purche' ella sia consenziente". E anche questo mi pare giusto. C'e' poi un'eccezione che ha che fare con i familiari che non si possono trombare sotto i sedici anni (questo mi pare un po' meno giusto, nel senso che fosse sarebbe meglio mai, ma tant'e'). Dice l'avvocato che pero' l'incesto e' regolato anche da un altro articolo nel quale si menzione qualcosa come il pubblico scandalo o qualcosa del genere. Quindi uno si pole tromba' la sorella la figlia (sopra i 16 anni) la nonna o chi cazzo gli pare basta si faccia i cazzi suoi.Soggiace alla pena stabilita dall`articolo 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che. al momento del fatto:
1) non ha compiuto gli anni quattordici;
2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l`ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest`ultimo, una relazione di convivenza.
Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell`articolo 609 bis compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni.
Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi.
Si applica la pena di cui all`articolo 609 ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci.
Comunque sia, posso allargare tranquillamente di un paio d'anni la soglia di accettabilita' e questo aumenta le mie chance riproduttive da 0,01 a 0,012. Si fa quel che si puo'!
9/16/2005
Dudley locks
Esiste in economia una roba che si chiama Big Mac Index.Dato che il Big Mac c'e' essenzialmente ovunque (almeno nel mondo piu' o meno industrializzato) il semplice costo del Big Mac in vari paesi e' da solo in grado di dare un'immagine abbastanza realistica dell'economia del paese. Almeno a quanto mi pare di capire. Paese che vai, prezzo che trovi. Big Mac sempre la stessa merda. OK, in realta' adoro il Big Mac, ma bisogna far finta di no! Un po' come la fica... apparentemente un po' di gayezza accennata sembra attrarre una piuttosto ampia categoria di donne, attratte dalla curiosita' suscitata dal non capire bene la lateralita' del soggetto. Destrimane, mancino o magnificamente switch hitter? Switch hitters e knuckleballers sono le figure piu' mistiche del baseball, almeno per me. Forse sono un po' ricchione, in altre parole.
Quindi il Big Mac index e' un po' noioso...paese che vai, big mac lo stesso, prezzo diverso.
Ben migliore mi pare lo Swimming Pool index. Paese che vai, piscina che trovi. E dopo quella polacca, quella canadese. La migliore rimane la Belvedere a Verona, che ha sempre avuto una certo che di Bulgaria anni '70 pur essendo decisamente molto occidentale nei prezzi. Questa canadese ha scritto TORONTO sul fondo, una lettera per corsia e avanzano due corsie. Il che fa 9 corsie, se ho fatto bene i conti. Ah, ovviamente lunghezza 50m. con anche piattaforma olimpica etc. Che dire? Bella! Ogni altro commento superfluo. Tranne che e' gratis. Non una cosa da poco!
Ho sempre avuto un atteggiamento di amore odio nei confronti dei campus americani. Da una parte mi pare molto bello che l'Universita' sia un'esperienza globale, un luogo (campus) che comprende tutta la vita dello studente, piuttosto che il posto dove uno, forse, va a lezione qualche volta. D'altra parte i capus per forza di cosa sono posti un po' troppo sanitarizzati, in cui tutto e' preorganizzato e dove tutto viene fatto funzionare. Tutto quello che uno deve fare e' in effetti seguire la corrente. La maggior parte degli ostacoli, banalmente pratici o altro, sono solitamente risolti da qualcun altro. Il che e' sensato se si pensa che un anno di tuition va sui 30 mila dollari.
Arrivo confuso al centro sporivo dove c'e' piscina e molto altro (VOGLIO diventare un campione dello squash in breve tempo, se solo il ginocchio mi regge). Naturalmente e' il primo giorno, sono abbastanza confuso, ma non proprio rincoglionito. Dico all'omino, dude, chessepo' nota'? E lui, resosi conto del mio essere straniero, inizia a spiegarmi dettagliatamente e in modo imbarazzantemente ridondante come funziona la tabella che descrive quando e' possibile il nuoto libero.
"Vedi, qui in orizzontale ci sono i giorni e in verticale le ore. Quindi per esempio, oggi e' giovedi' e sono le tre, quindi vai alla colonna di giovedi' e alla riga dalle tre alle quattro e dove si incrociano devi vedere cosa c'e' scritto". Io lo guardo con la faccia un po' stravolta pensando "Nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino" e ringrazio commosso dicendo TANK IU, facendo molta attenzione a fare una bella T dentale, giusto per rimarcare il fatto che "Sono di Berlino".
Il tizio poi mi dice "Sai, non e' che qui sia diverso che altrove, e' un po' come dovunque...dove c'e' tanta gente tutta insieme...ce l'hai il lucchetto per l'armadietto?" Io gli dico, no man, non ce l'ho e lui cortesemente mi invita a comprarne uno al negozio vicino, disquisendo dottamente sulla varieta' dei lucchetti del mondo. Un lungo monologo che puo' essere riassunto con "Comprane uno abbastanza grosso che non si sa mai". Mi allontano dirigendomi verso il negozio pensando "Cazzo, oh, mica ci vorra' la laurea per capire come funziona una tabella con gli orari e comprare un fottuto lucchetto! E se anche ci volesse la laurea, io scialo...cio' pure il dottorato, eccheccazzo!"
E cosi' tutto superbo e vagamente seccato vado al negozio e compro 'sto cazzo di lucchetto. Mi si presenta un lucchetto Dudley come quello della foto.
E penso: "Cio' la laurea, cio' il dottorato..." "Cio' la laurea, cio' il dottorato...". Ne concludo: "COME CAZZO SI USA?" Tutto quello che c'e' e' una fottuta rotellina...
Ma non potevo ammettere la mia squallida sconfitta cosi' prontamente, e cosi', forte delle mie inutili certificazioni accademiche mi accingo a leggere le istruzioni! Oh, e' un lucchetto! Che ci vorra' mai. Riporto versione integrale"
"DEPRESS SCHACLKE
Turn RIGHT two whole turns and stop at
Turn LEFT one whole turn past above number and stop at
Turn RIGHT, stop at"
ci sono poi tre numeri messi ad minchiam in verticale, che sembravano tipo un numero di serie o qualcosa....
Ero esattamente un Berlinese nel centro di Bologna.
La cosa evidente e' che l'idea dell'armadietto e' un concetto molto radicato nelle menti nordamericane. Basta guardare gli infiniti episodi dei telefilm americani che ruotano attorno a storie di armedietti. Per cui, piu' o meno TUTTI dall'eta' di forse 6-7 anni sanno perfettamente come si usano questi affari e anche le istruzioni sono messe li' giusto per riempire un po' di spazio. Mi sa che e' un po' come se uno cercasse le istuzioni di un cavatappi in Italia... A pensarci bene, uno potrebbe scambiarlo per un vibratore con quello stantuffino che entra e esce...Roba da farsi molto male! Le istruzioni vanno scritte bene. Viva scienze della comunicazione (yeah, right).
Affacendato in questi pensieri, ormai evidente l'inutilita' delle mie certificazioni accademiche, la tipa del negozio mi fa con un tono che implicitamente mi ha ricordato che nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino: " Ma TU, lo SAI usare il lucchetto?". E io, viola, rispondo: "Not really, ma sono di Berlino". Allora lei lo prende in mano e mi dice: E' molto semplice vedi i tre numeri in verticale, fai due giri completi e raggiungi poi il primo numero, un giro completo all'indietro e raggiungi il secondo numero, infine avanti fino al terzo numero". TLAK! Si apre. "Hai capito" "SI (una sega)". Provo. Giro, rigiro, giro, sorrido pronto al riscatto. PLUP! Non si apre. Pronto a chiamare un taxi nel centro di Bologna, chiedo se mi rispiega.
Dopo un buon dieci minuti, capisco, circa. E riesco ad aprirlo. Torno mestamente dal tipo della piscina, lo guardo come dire, ciai ragione tu, non ti preoccupare. Arrivo agli spogliatoi con il problema di ricordarmi: a) come cazzo si apre il lucchetto b) i tre numeri della combinazione, che incidentalmente sono 21-8-41. Vi invito a giocarli al lotto, per me sono buoni.
Consumo ogni neurone per ricordarmi queste due vitali informazioni. Fatto sta che al ritorno non ho la piu' fottutamente pallida idea di quale cazzo sia il mio armadietto. E non e' esattamente una piscina piccola. Mi pareva il numero fosse circa 1300 (e il primo numero non e' il piano, ci sono proprio tipo 1500 armadietti).
Ero li' brutto pelato grasso e seminudo che cercavo disperatamente di ricordarmi, pronto ad uscire dentro a una botte come nei cartoni animati....
Tutta la mia memoria diceva 21-8-41. Ma il numero dell'armadietto, nessuna idea.
Che fare allora? Inizio come un ladro a cercare di aprire tutti gli armadietti di quella zona... Arriva uno con la faccia un po' stravolta e io gli dico: "Tranquillo sono io quello di Berlino"... "Non mi ricordo quale cazzo sia il mio armadietto". Schifato dalla cosa e forse anche dal mio stato fisico, mi fa "Ok, good luck with that!". Ringrazio e passo al successivo, quando vedo un terrificante cartello che invita a riportare alla security persone che si aggirino da quelle parte con fare sospetto. Ormai sicuro di vedermi arrivare due negri incazzati con i mitra spianati, intorno al quindicesimo tentativo riesco ad aprire il mio armadietto e infreddolito mi rivesto.
Poi
"Ho salito le mie scale tre alla volta. Mi sono steso sul divano. Ho chiuso un poco gli occhi e con dolcezza e' partita la mia mano........."
9/01/2005
Pascal Persiano
Apprezzo i piccoli mondi auto-contenuti. Universi piccoli, ma indipendenti, rassicuranti. Universi che in quanto indipendenti tendono ad essere poco osmotici. Piuttosto inaccessibili dall'esterno, data la loro la autocontenutezza, ma profondamente accoglienti e coesi internamente. Di questi universi ce ne sono a bizzeffe, basta essere curiosi.Non sono riuscito a capire quanto il fenomeno sia (o meglio sia stato) del tutto autoctono o qualcosa di simile si trovasse anche altrove, per esempio oltreoceano. Fatto sta che mentre l'ultimo romanzo di Steven King potrebbe non essere sufficiente per rendersi interamente impermeabili dal compagno di scompartimento, l'ultimo fotoromanzo della Lancio o l'ultima copia di Grand Hotel lo sono ampiamente. Fotoromanzi. Croce e delizia degli anni 70, oggi solo ricordo sbiadito per le acquirenti di una certa eta'.
Il fotoromanzo e' la negazione pura del reality show e delle trasmissioni pseudo-reality tipo Amici e piu' in generale tutto l'universo de Filippi. Il minimo comun denominatore di pressoche' tutte le lettere di ringraziamento al giornale ha a che vedere con il regalare un sogno. Che una volta apparentemente faceva dei protagonisti dei fotoromanzi notevoli sex symbol o qualcosa del genere. Che non si tratti di reality vita (Floriana, GF 3) mi sa l'avevo intuito proprio questa settimana leggendo il maiuscolo Charme (edizioni Lancio), episodio "Un virus chiamato amore". O forse voleva spiegare ai piu' perche' i fondi alla ricerca, almeno quella che faccio io di fatto non ci sono piu'. Appiccico in calce la foto della copertina. Si tratta della storia di una brillante ricercatrice texana che (apparentemente da sola!) riesce a trovare l'antidoto per sconfiggere il terribile virus "Sterminio", messo a punto da un gruppo di cervelloni assoldato da un importante terrorista internazionale. Fatto sta che non trovando finanziamenti in Texas, forse c'e' austerity anche li', si trova costretta a venire in Italia al soldo di Fabrizio Ralli, facoltoso e ambiguo uomo d'affari che alla terza foto si capisce ha probabilmente qualcosa da nascondere. E IL BELLO E' PROPRIO QUESTO. Che si capisce tutto , subito, anche troppo presto. Ma e' un po' come ai bambini, quando si racconta per l'ennesima volta la stessa favola e loro comunque ascoltano rapiti nell'attesa della battuta finale. E' il ritorno allla dimensione del puro sogno, che oggi non va proprio per la maggiore... E' la vittoria del banale puro e semplice, nudo e crudo, svuotato della patina non-banale che caratterizza tutto il ciarpame contemporaneo. E laddove c'e' purezza non puo' esserci volgarita' e queste cose sono adorabilmeten banali e scontate, ma prive di qualsivoglia pretenziosita', pretenziosita' che caratterizza invece tutta l'opera della suddetta de Filippi e che la rende volgare, volgarissima. Quasi pornografica, nel vendere corpi altrui alla lotteria dell'uno su mille ce la fa. A fare cosa? A ballare iln tv, forse.
Ma come c'insegna il maestro Marzullo, la realta' e il sogno in qualche rapporto devono pure stare. E dunque...qual e' la realta' di chi si vende per sogni? L'attore di fotoromanzi e' certamente il grado zero della carriera attoriale e probabilmente qualcosina d'altro dovra' pur fare per vivere... E non e' facile capire cosa. Perche' non mi pare che l'espressivita' di un Gassman si ritrovi specchiata nei visi di questi attori. Che anzi sono certamente belli, ma si ritrovano il piu' delle volte quello che definirei con espressione regionalistica, ma efficace una grandissima "Faccia da Pirla". E cosi' anche il nostro Pascal Persiano, l'uomo della foto, nonche' il Fabrizio Ralli di "Un virus chiamato amore". E siccome i protagonisti dei fotoromanzi sono per lo piu' giovani, lui mi sa che ultimamente si deve accontentare di parti non da grande chiavatore seriale come certamente era il caso in passato. Classe 1960, nel suo sito personale riesce a trovare con la succinta puntualita' apodittica propria delle battute dei fotoromanzi la descrizione perfetta di tutto quello che conta nella vita. Non ci sono mai riuscito, ma usero' questa frase come template, per il CV, che credo con questa aggiunta diventerebbe infinitamente piu' allettante.
Amante dello sport quale il calcio, il ciclismo, l' atletica e il nuoto, segno zodiacale scorpione, conoscenze lingue Inglese, dialetti Napoletano e Romano.Una frase. C'e' tutto. Ed e' bello quando questi piccoli mondi indipendenti si sfiorano appena, o senza toccarsi semplicemente si citano, si riferiscono l'uno all'altro, implicitamente, quasi per paura di disturbarsi. Cos'ha fatto Pascal di notevole oltre ai fotoromanzi? La faccia da pirla gli preclude quaunque contatto con i vari Fellini o Antonioni... Ma non con gente del calibro di Lucio Fulci. Per chi non lo sapesse, uno dei grandi registi (insieme a Mario Bava) degli horror nostrani a basso costo degli anni '70. Film recentemente assurti a cult, grazie ad una (forse troppo) posizione revisionista della critica cinematografica nostrana e d'oltreoceano, costavano piu' o meno zero e mandavano la gente al cinema. Parte del fascino derivo' per un periodo anche dal diffondersi di leggende metropolitane che avevano a che fare con la presunta realta' di una scena di morte (una sorta di snuff movie, non ricordo piu' quale fosse). Tutto naturalmente falso, ma buono per un po' di pubblicita' a bassissimo costo. E quindi in film come La Dolce Casa Degli Orrori ecco riapparire il nostro...dall'intrigo amoroso alla scena horror...un'eterna ghirlanda brillante!
E ora qualcuno potrebbe rovinare questo quadretto idilliaco dicendo "Ma quello li' non e' quello di Centovetrine?". SI, LO E'.
O tempora, o mores!
8/30/2005
Rovina economica

Quest'uomo dall'aspetto pacifico e dalle fattezze attraenti sara' la causa della mia rovina economica.Errore clamoroso di valutazione, innescato dalla necessita' di liberarmi di una certa cifra per pensare ad altro. E l'altro, il cipriota Baghditis, un nome e una nazionalita' a cui non si darebbero mille lire, sara' la concausa della mia rovina. Giocatore che gioca piuttosto poco, ma bene, in chiara crescita, al contrario del nostro, pacificamente uscito, praticamente senza opporre resistenza, al primo turno di quattro tornei consecutivi. E mentre lui sorride pacifico, pronto all'ennesima debacle, il cipriota si gasa ed esulta, racchettone in mano.
Le cazzate si pagano, e anche parecchio care. Se solo fossi piu' glaciale, sarei un grandissimo, ma non accetto nemmeno una necessaria temporanea sconfitta, senza piombare in un folle desiderio di rivalsa che porte nel vortice della cazzata pesante, quella da cui non si ritorna.
8/27/2005
Fiat lux
E luce fu.
8/26/2005
I'm under a steamroll, baby

Ad una piu' attenta analisi, in breve emerge che sono un cretino, anzi un Cretino con la C maiuscola. Alcuni fatti che avevo bellamente ignorato, cullato dalla dolce musica del 5 su 5.
1) Anche Shannon Briggs ha combattuto nel K-1 (vincendo un incontro con un qualche sconosciuto)
2) Shannon Briggs e' anche lui un fottuto grassone. La cosa che mi consola e' che guardando la foto Ray Mercer e' decisamente GONFIO, mentre Briggs e' solo grasso... Tuttavia va notato che rispetto ai tempi in cui era uno dei migliori prospects nei pesi massimi e' leggermete aumentato... Come nota il giornalista di Doghouseboxing:
Is it because Shannon Briggs has gotten so fat that he practically has to be crane lifted into the ring? (e' perche' SB e' diventato cosi' grasso che praticamente deve essere sollvato con la gru sul ring?)...e ancora Somewhere along the way Briggs adopted that popular training method widely used by most of today's heavyweights, which of course is curling donuts and taking a bite out of said donut after each rep.
3) L'occupazione principale di Shannon in anni recenti e' stata quella di attore/modello. Il che la dice lunga sulle sue rimanenti velleita' pugilistiche...
4) Il pubblico sara' tutto dalla parte di Ray Mercer, vecchia leggenda nonche' militare, patriota, etc. Shannon e' considerato un buffone con i dreadlocks biondi...attore, modello...insomma una specie di checca del ring.
5) La vittoria piu' di prestigio della carriera di Shannon Briggs e' stata la scandalosa decision contro l'antico (46 47 anni) George Foreman nel lontano '97.
6) Pur evidentemente ben lontano dall'apice, Ray Mercer e' sempre stato noto per la sua mascella di granito. Briggs incassa piu' o meno quanto me. Certo, dal 44enne Mercer si immagina che ci sia poco da incassare, still...
Rimane comunque il fascino perverso di un incontro certamente brutto fra due ex pugili. In pay per view in America (30$ per vedere uno spettacolo triste, ma forse toccante). Ancora il giornalista di cui sopra analizzando tutti gli incontri della card dice la sua sull'opportunita' di acquistare questo evento. E conclude:
Ladies and Gentlemen, this is the worst PPV boxing card in the history of the world. It doesn't get much worse than this. If they wanted to pay YOU $29.95 to watch this card, my recommendation would be to consider it, but only if you really, really, needed the money!DITTO!
I'm on a roll, baby

Vengo da un impressionante 4 su 4, anzi 5 su 5. Testimone del 4 su 4 il mio amico Butch a cui ho dato queste quattro perle di saggezze baseballistica. Tutte vinte. Naturalmente e' il momento buono per ritirarsi dalla vita pubblica e dedicarsi alla sconfitta privata.
Ma prima di fare questo, usciamone con stile. Stasera c'e' uno di quegli incontri di boxe che avrebbero dovuto avere luogo dieci anni fa. Come piu' o meno tutti gli incontri di cartello dei pesi massimi attuali. E cosi' sara' finche' Don King continuera' a dominare mafiosamente le cose. Un omicida convertito al boxing management. Molto ricco e potente. Ottimo per se stesso, pessimo per la boxe.
Fatto sta che salgono sul ring Ray Mercer e Shannon Briggs . 44 vs 33. Anni. 2 fisso.
Ogni uomo famoso e grosso che cerchi l'ultimo `fat check' della carriera si puo' rivolgere in Giappone, sponda K-1, meta-arte-marziale fatta per lo spettacolo ma con le mazzate vere. Regole mix di tutte le arti marziali, in buona sostanza si tirano calci e pugni. Ci doveva andare pure Tyson, ma ha deciso che di mazzate e' stufo. Ci e' andato il grandissimo Akebono, incontrastato Yokozuna del sumo nei suoi anni d'oro. Un gigante grassissimo, classico fisico da sumo. L'ho visto sempre perdere in modo imbarazzante da chiunque. Dato che i miti di passaporto giapponese non si possono infangare cosi' un incontro glielo dovevano fare vincere. E allora trovarono un quarantaquattrenne karateka (o judoka?) pensionato alto tipo un metro e un cazzo che nonostante l'impegno non sarebbe mai riuscito a colpire Akebono in faccia, semplicemente perche' non ci sarebbe mai arrivato cosi' in alto. E dunque, Akebono chiuso in un angolo a tirare manate piu' o meno a caso fu sufficiente.
E anche un Ray Mercer `past his prime' o in effetti al canto del cigno ando' a prendersi due lire nel K-1. Gli dissero che in effetti si dovevano usare anche i piedi. Decise che i soldi che gli davano erano sufficienti per prendere due mazzate. Dichiaro' che a piedi nudi si scivolava, per cui si presento' con le scarpette da boxe, cosa illegale nel K-1, o meglio e' illegale tirare calci con le scarpe. Per cui gli restavano solo i pugni. Primo incontro perso malamente. Ci riprovo' contro Bonjasky, una vera belva del K-1. Duro' una ventina di secondi prima di essere messo KO da una zampata micidiale, che incidentalmente lo convinse che il K-1 faceva forse un po' troppo male.
Per cui il ritorno alla boxe, certamente campo di eccellenza in un passato ormai lontano e sbiadito, mezzo per mantenere i nove figli oggi.
Di fronte a lui una delle grandi delusioni della boxe degli anni '90. Shannon Briggs, uno che doveva spaccare il mondo, ma che invece fini' per battere un imbolsito Foreman all'ultimo incontro della carriera nel '97, con verdetto peraltro abbastanza scandaloso. Poi prese mazzate pesanti da Lennox Lewis l'incontro successivo. Immancabile la sfilza di sconosciuti battuti in seguito a quell'incontro, per ricostruire un buon record. Sta di fatto che riusci' a perdere contro tale Sedreck Fields nel 200o e a pareggiare con Botha nel 1999. Le vittorie recenti contro perfetti sconosciuti vogliono dire poco. Ma certamente gli 11 anni di vantaggio contro un resuscitato dal K-1 dovrebbero essere largamente sufficienti per vincere comodamente. L'incontro e' peraltro di una certa importanza perche' data la totale mancanza di pesi massimi decenti (ad eccezione di Vitali Klitscho(?)) e' del tutto possibile che il redivivo vincente possa aspirare ad una borsa importante per il prossimo incontro.
Io dico che l'1.32 di Briggs e' generoso e va preso a piene mani. Mercer portera' comunque pane sul'ampio tavolo di casa sua.
8/02/2005
Piscina polacca
La ossequiosa signorina dell'ufficio turistico mi informa che la piscina comunale ha tre diverse vasche. Solo la uno e' bella, la due troppo piccola, sulla tre ha fatto una croce sopra.
Interagisco in polacco con la venditrice dei biglietti, peccato non lo parli per nulla. Lei mi guarda con la faccia un po' stravolta e mi dice vasca 2 dalle 20. Io per tutta risposta mostro grande esperienza del luogo e dico, a gesti polacchi, che mica sono pirla, volevo troppo andare nella 1.
Mi risponde con gesti altrettanto polacchi e mi rendo conto di non parlarli e il breakdown comunicativo dura almeno cinque minuti, finche' il gigantesco omino della security che pensavo stesse per arrestarmi mi fa una scena tipo parete grande grande pennello. Ristrutturazione.
Residui vestigiali di un passato prossimo, ma largamente superato, in qualche senso almeno. E' come se il rapporto con l'acqua e la sua condivisione comunitaria sia stata a lungo considerata in questi paesi traduzione sportivo/salutista dei dettami di marxista uguaglianza, uguaglianza nel senso di eliminazione della differenza. L'acqua annulla, attutisce, ovatta. Elemento primordiale e prenatale, condizione di eguaglianza nel senso di non differenziazione. L'abbigliamento con cuffia occhialini costume anch'esso porta ad annullare l'ornamento che differenzia, l'orpello che fa emergere. Non bisogna poi esagerare dato che in effetti quando queste signorine ti nuotano a rana davanti qualche differenza, piacevole, giustamente emerge, ma questa e' una nota a pie' di pagina. Ma signorine ben poche. Signore dalle spalle larghe e le abitudini consolidate, gente che nuota da anni, just because...
Quelle marcate e ormai marchiate, camminano, mostrando differenza e menando vanto del acmbio di prospettiva, affollano club indistinuibili dai nostri.
Dentro, l'architettura sobriamente spartana, funzionale e uniforme. Pace. Per la prima volta dopo anni sono entrato in un posto pubblico dove nessuno ha cercato di vendermi nulla, direttamente o indirettamente. Muri spogli e giallini, severi ma anche rassicuranti. Nessuna pubblicita', nessun campione con in mano il costume della vittoria che costa solo...
Cosi' come i qudrati geometrici concentrici molto anni 70 sul fondo della vasca. Cosi' erano e cosi' saranno, finche' qualche gru decidera' il destino di questa sruttura per lasciare spazio ai lumini della sua morte e al luccicare di quello che la sostituira'.
E nulla sui muri di consigliava di comprare nulla e cosi' era l'abbigliamento dei compagni di vasca. Anonimo. Nessun indulgere in stucchevoli marche occidentali e mostrare di se' la parte marc(hi)ata.
In effetti c'era solo uno che rompeva questo quadro. Forse per abitudine o per aderenza ad antropologie altre, ma davvero attuali, sfoderava una fiammante cuffia ARENA e un paio di occhialini altrettanto nuovi e fiammanti della stessa marca. Io.
Sono andato a mangiare al McDonalds.
7/30/2005
446446

Me ne se sto bel bello in questa piazza a godermi la solitudine e il vento fresco. Wroclaw, Polonia. Connessione WiFi aggratis come nei posti davvero civili. Quasi non mi sembra vero. Socialismo irreale?
Sono esattamente a meta' strada: meta' pizza mi dovrebbe spetttare di diritto. Dormo poco e la vodka scorre libera. Sono a meta'. 446446. Ero partito 892892, il frizzantino forse si e' un po' assopito, ma la vodka non ha bollicine, penso possa andare bene uguale.
L'altra meta' pizza non dovrebbe essere un problema. Certo e' che l'ormone ogni tanto (sempre) mi si risveglia. Il nervo trombino viene sollecitato spesso.
Tutto resta cerebrale. Sono finocchio?
7/23/2005
892892

Mi sento abbastanza frizzantino, nonostante il caldo. Ma non riesco ancora a concepire le potenzialita' del posto come minimamente paragonabili a quelle della biblioteca di Lettere, luogo dal grande potenziale. Inespresso.
Dicono che la Polonia sia luogo in cui la facilita' la fa da padrone. Nei costumi, in particolare.
Per essere certo di non sbagliare, mi sono preparato un completino da papaboy niente male, con dei bermuda ascellari verdini e magliette demode', ma MOLTO demode', de'.
Fatto sta che non riesco veramente ad entrare in partita, per essere ammaliatore, provereccio, lancia in resta, tromba in spalla, o ovunque capiti.
Mi sento ciononostante frizzante. Molto 892892, per cosi' dire. Non credo sia un buon segno.
La mia castita' sarebbe premiata da una scommessa vinta. Mi sento gia' la pummarola in tasca.
7/18/2005
Domenica sera televisione
Poi, a pezzi e bocconi (c'era in contemporanea la Domenica Sportiva), uno speciale tg1 sul "mitico Vasco", come lo chiamava il vecchio FT, uno che usava l'espressione in modo adorabilmente snob, mentre mi consigliava l'ascolto di qualche improbabile gruppo di "folk apocalittico", i Current 93, se non ricordo male. Ma "mitico Vasco", detto un po' con l'accento della tipa di "Un sacco bello" e' una di quelle cose che colpiscono il bersaglio al primo colpo, incarnazioni di mondi possibili, un po' come "i Pink Floyd della Barbagia" di cui parlo in un post precedente.
A fine serata un pezzo di "Percorsi d'Amore", una cosa di giornalismo d'inchiesta o presunto tale in cui si va a chiedere ai ggiovani cosa pensano dell'ammore e questioni collegate. Quanto si tromba con chi quando perche' etc. Il tutto fatto con un certo gusto, senza lo smaccato giovanilismo posticcio di Lucignolo, l'amichetto della notte. Frocio.
Mi e' rimasta una sensazione di profonda tenerezza. Forse snob. Ma essere seduti comodamente sul divano e poter vivere in un' epoca cosi' tecnologicamnte avanzata da poter sempre avere una finestrella sul mondo (rappresentato) permette di guardare il mondo da una prospettiva distaccata e sottilmente divertita, da cui la tenerezza. Per le strampalate definizioni di amore, per l'afasia del mitico Vasco, per dei suoi deboli bagliori neuronali affogati pero' in un mare di monnezza, ma inconfutabilmente nobilitati dai numeri dei suoi concerti e dei suoi conti in banca. Va' che casino che son riuscito a fare. Sono una persona dall'equilibrio instabile. A volte e' difficile sopportarmi. Ma dato che sei anche la gallina dalle uova d'oro tutti sono disposti a fare uno sforzo. Tenerezza.
Ecco, l'insegnamento piu' importante della serata che emerge da tutto cio' e' l'inutilita' dell'aggettivazione ricercata. Sono un cane, lo so. Ma a me le descrizioni ottocentesche, anche se scritte da Flaubert tendono a rompermi i maroni molto presto. Posso avere una finestra sul mondo quando cazzo mi pare, non mi descrivere quello che posso vedere con questi due occhi in ogni momento del giorno e della notte. Non c'e' fantasia che tenga sulla descrizione, posso guardare la realta'. Una volta non era cosi' e allora bene le descrizioni, bene l'aggettivazione sovrabbondate.
Quello che bisogna fare e penso sia tremendamente difficile e' sostituire la sterilita' teorica della Tenerezza, con la caratterizzazione (characterization). Far emergere dal personaggio, dall'azione, non dalla descrizione. Il compito di chi scrive e' identificare o creare una specie di piccolo tic che sia sufficientemente prototipico da poter essere decodificato in modo piu' o meno automatico e uniforme da chi legge, ma che non sia cosi' stereotipico da essere identificato come cliche' troppo pesantemente lirico, troppo pesantemente tutto. L'odore di magnolia nella pagina scritta non emerge ne' dalla frase "l'odore di magnolia", ne' dallo spargere profumo di magnolia sulla pagina. Deve riempire la stanza in virtu' della creazione di una situazione-personaggio in cui l'odore di magnolia non sia che una piccola epifania immediatamente integrata nel contesto.
L'haiku, se qualcosa di positivo ha, ha proprio questo. Diciassette sillabe su tre versi non sono certo molte, ma devono bastare per creare una piccola epifania, per innescare un piccolo momento rivelatore. E questo e' forse quello che si dovrebbe fare, sileziosamente e sullo sfondo, anche in composizioni di dimensioni molto piu' ampie.
Prova d'orchestra
armonia del caso
prima del buio
7/14/2005
Database

Apprezziamo le sua preparazione e quanto ha da offrire, tuttavia...
We appreciate the skills you have to offer, however...
...Ma in ogni caso conserveremo i suoi dati e il suo curriculum nel nostro database e la contatteremo qualora qualche posizione che si adatti particolarmente alla sua figura professionale diventi disponibile.
Questo database deve avere piu' o meno una forma conica ribaltata con la sommita' spezzata. Talvolta fatto di una rete metallica, deve essere internamente cavo per accogliere tutti questi curricula.
Il database prende curricula, io sono percio' preso per il curriculum. E curro poco, ormai.
7/13/2005
Money for nothing

Avevo in un post precedente suggerito un modo assai semplice e sbrigativo di fare denaro senza lavorare, ovvero l'obiettivo sommo e principale della mia esistenza terrena. Su quella ultraterrena ho i miei dubbi, per cui direi obiettivo supremo.
Certo non si tratta di grandi cifre, ma quei 300-500 euri ogni tanto possono fare comodo, che so, una vacanza, un computer (brutto), un iPod o qualcosa...
Basterebbe in sostanza partecipare a questi concorsini di poesia organizzati dalle pro-loco e improbabili associazioni culturali e vivere felici dei premi che fioccano come neve all'Antartide. Antartide ha un suono bello e mi pare ci nevichi pure abbastanza anche se non ho la piu' pallida idea di dove possa rimaenere...io direi polo sud, ma non lo so.
Tutto questo era basato sulla assunzione a mio avviso assai solida che tali concorsi fossero frequentati solo da poche incartapecorite signore dell'alta societa' e alcuni borghesi piccoli piccoli (come me) che tentavano la sorte nel mondo (apparente) della letteratura. Che spero sia piuttosto lontano dalle pro-loco, almeno quello vero. Fatto sta che non mi ero mai premurato di cercare di capire quanti poi fossero i candidati, ma fra tre premiati e sette menzionati pensavo si fosse premiato intorno al 33% del campo.
Puo' essere...ma in effetti non sembra cosi'. Mentre aspetto il risultato del concorso del galletto amburghese, ho chiesto al mio amichetto onniscente se ne sapeva qualcosa e Google mi ha risposto quanto segue:
Il concorso "Versi con mani di pomice" era certamente abastanza appetibile. Due sezioni, una per adulti e una per giovani fino a 30 anni. Incidentalmente, anche se per poco, ma non ci sono cazzi, sono ufficialmente adulto!
Costo di iscrizione zero, premi ai primi due dell sezione adulti (euro 500 e euro 300 piu' squallida targa) e 500 al primo giovane. Si prometteva inoltre che "ogni autore ricever\`a gratuitamente la stampa di un volume contenente la silloge inviata, qualora sia gradita una particolare immagine per la copertina, si consiglia di inserire nel floppy anche un disegno o una foto o la riproduzione di un quadro o altro, ed inoltre un proprio breve curriculum." Per carita', tutto gratis e t'arriva pure il librino, niente male. MA, per partecipare bisognava mandare una "silloge" (che e'??? io conosco il sillogismo, ma mi sa c'entra poco) di almeno 20 poesie (e chi cazzo le ha mai scritte?).
Ebbene...NUMERO DI PARTECIPANTI TOTALI...Io avrei detto una cinquantina, data la gratuita' della cosa etc. MA,
NUMERO TOTALE DEI PARTECIPANTI: 652 (seicentocinquantadue)
Minchia! Ecchiccazzosono???? 652 stronzi che hanno mandato dalle 20 alle 40 poesie a testa...facciamo media 30. 652x30=19560 E questo per un concorso solo. Ora...io 19560 poesie non me le so nemmeno immaginare, comunque cosi' e'. Rimango fiducioso per le cose che ho mandato io ai concorsi, ma forse e' meglio dedicarsi a un altro modo di fare soldi senza lavorare.
Il nuovo modo e' il seguente: ORGANIZZARE CONCORSI DI POESIA
Quelli del Galletto Amburghese hanno preteso 18 euri da me, e io glieli ho mandati (stronzo!). Allora supponiamo che io ne pretendo 10 e che do' tre premi (euro 300/ euro 200/ euro 100). Break even point 60 iscritti. Ora, da 652 a 61 ce ne passa! eccheccazzo... almeno un centinaio di stronzi (er....poeti!) riusciro' ad attrarli. Poi, non saro' in grado di trovare qualche pro-loco del loco che mi dii un pochi di soldi?
Ho gia' il tema, ho la il posto, ho gia' tutto, sono praticamente gia' ricco.
Dalle parti di Verona c'e' un ridente paesino che si chiama Gazzo Veronese. Concorso con due sezioni, una Tema Libero, come al solito, un'altra a tema "Il Gazzo: teorie e tegnighe" Un grande classico immortale. Insomma, 61 stronzi per me si trovano e pure qualche oscura organizzazione che mi finanzi un po'. La stanza dei filosofi della biblioteca pullula di possibili giudici, quindi su quello nessun problema. Certo, queste cose non si fanno per fini di lucro. MA, mi appoggio a una associazione, poi l'associazione potra' senza fini di lucro comprarsi un portatile, che io poi posso senza fini di lucro usare. NO? A me torna tutto.
Questa volta svolto davvero, forse...
7/08/2005
Patonza
Sono fierissimo.
Uno c'e' arrivato cercando "patonza". Onestamente mi inorgoglirebbe non poco essere in una buona posizione con google per "patonza". Ma questo doveva essere proprio un cultore dato che nelle prime dieci paginate di google questo blog non compare cercando patonza... Comunque spero che abbia trovato quello che cercava; un po' ce n'e' anche se molto teorica!
L'altro genio ha cercato www.ciccioni.it. E questo e' il mio idolo in assoluto. E su questo l'expertise e' massima!
7/06/2005
Fauvism

Si cercano giustificaizioni. La salute cagionevole puo' sempre essere spendibile. Godo di ottima salute, pero', non fosse che per la costante cardiopatia, la cui origine forse piu' cerebrale che fisica ne affievolisce il valore commerciale, letterariamente inteso.
Mi resta il vecchio classico: il favismo. Consoliamoci col favismo. Ho questa cosa e l'amo: non ho fatto il militare grazie a questa gravissima patologia. Non posso mangiar fave e prendere certe medicine, come molti sardi (hai visto mai la mamma.....magari...). Il fascino nelle battute toscane e poco altro.
Cercavo consolazione nel favismo e mi sono imbattuto nel fauvism. Mica roba da poco. Ignorante come pochi, mica sapevo (o mi ricordavo?) cosa fosse. Esponente di spicco? Matisse, mica uno stronzo qualunque! Questo nobilita il fa(u)vismo, e gia' mi sento meglio.
Prima o poi emerge sempre la questione del rapporto arte/vita, ovvero quella del cartesianesimo interazionista. C'e' generalmente accordo sulla necessita' di una vita che sostanzi un'arte. L'artista nella propria cameretta tende alla masturbazione, atto creativo non indifferente, ma difficilmente condivisibile. L'arte per l'arte e' stato decisamente un errore romantico, meglio l'arte per l'altro, benche' un po' troppo antropolico. Ma la condivisione basata sull'universalizzazione artistica di esperienze vitali e' precondizione del resto.
Come sara' nato il quadro fauvista di Matisse riportato sopra? Io direi cosi': lui ha conosciuto questa signorina, gn'ha dato du' fa(u)vate (e fauve vuol giusto appunto dire fiera, nel senso di bestia feroce) e poi s'e' fatto il quadretto. E mica gli doveva dispiacere. Dice (il dicitur toscano) questo fauvism e' caratterizzato dall'utilizzo di colori vivi e contrastanti usati direttamente dal tubo di colore senza ulteriori elaborazioni per rendere il quadro quasi esplosivo. "Le fauvisme pour Matisse, c'est l'accentuation décisive d'un type de rapport à la couleur qu'il s'emploiera à cultiver : le nerf du système.
-- Marcelin PLEYNET, Système de la peinture. Cosi' mettiamo pure qualcosa di intellettuale, che si fa sempre bella figura.
Non pretendo l'amore, non voglio nemmeno la comunione d'intenti, mi basterebbero forse du' fa(u)vate. Possono bastare. Vorrei il necessario per vederla uscire dalla camera e dirle "Go melt back into the night ,babe", come ebbe a dire e cantare il vecchio Bob Dylan. Ma dire "it ain't me, babe" ha come necessaria precondizione "You say you're lookin' for someone...etc".
Non resta che qualcosa tipo "Buongiorno signorina, non e' che per caso tante volte, veda, sa...." e lei, forse "Go melt back into the night ". Ma cosi' mi piace meno...
6/27/2005
Cari orfani...
Gasquet
6/23/2005
Locondro

Credo sia stato sapere con una certa precisione cosa faro' il prossimo anno. Pochi soldi, valigia in mano, pezze al culo. Ma saperlo mi ha riempito di felicita', cosi' come sapere di poter vivere almeno un altro anno facendo queste cose. Il pur fugace rapporto con quelli della banca, pur riconoscendo la loro gentilezza, mi aveva abbastanza schifato.
Doveva finire. E cosi' come era iniziato, per caso, cosi' e' finito, banalmente innescato da una serata improduttiva in biblioteca, ma rivelatrice, in un certo senso. Il bilancino da tossicomani dei rapporti umani; precisione millimetrica, ma solo e soltanto squallidamente quantitativa. Ora sono triste. Tristissimo. Mi sento pronto a una tragedia greca, ma quello che vorrei davvero e' una consolazione greca, privata. Sono stato un personaggio pubblico, brillante, scoppiettante. Lontano dalla cameretta, amico di tutti, consolatore universale. Vi ho fatti divertire e trastullati. Mi sono divertito e trastullato. E molto.
Ora lasciatemi alla disperazione, certo immotivata cosi' come era quella felicita'. I rapporti umani per qualche giorno mi sono sembrati possibili nella loro dimensione piu' vera, partecipativa, collaborativa. La societa' dei magnaccioni. La societa' della gioventu'. A noi ce piace de magna' e beve e nun ce piace de lavora'.
Non e' piu' cosi'. Forse non lo e' mai stato. Certo, rimane pur sempre una idealizzazione ma un tempo si era piu' vicini. C'e' stato certo un tempo in cui la coesione sia interpersonale sia sociale era maggiore. Sara' stata la poverta' condivisa postbellica, ma forse c'era meno competizione (INDOTTA!) e piu' condivisione.
Quelli della mia generazione ('the invisible generation', che culo!) non diventeranno mai come Giuseppe Locondro, fenomenale barbiere di Roccastrada (GR), discreto bestemmiatore, essere umano felice. So di risultare insopportabilmente paternalista e di non potermi permettere certi commenti, `perche' non so quello di cui parlo', ma ci provo lo stesso, perche' ne sono convinto. Incidentalmente, trovo anche il Pratolini di `Cronache di poveri amanti' piuttosto paternalista e dopotutto forse non guasta.
Il vero frutto d'oro perduto dell'epoca che fu (che tanto d'oro in generale certo non era! non sto dicendo questo) altro non e' che il raro dono di essere felici con quello che si ha. Senza desiderare di piu', sempre. E' la natura umana, dice. Non lo credo. Ancora una volta, sara' stata la poverta' postbellica, poverta' vera, ma certo c'erano anche meno pressioni induttive.
Non che la `generazione invisibile', la X generation (quelli di `voglio tutto e subito'), la MTV generation e quelle successive siano degli OGM o dei mutanti. Ma la spinta al successo, al primeggiare e ad essere meglio del tuo vicino di vita e' sempre cresciuta, costantemente. Essere meglio, non essere come, non essere parte di, non essere un'unita' in una gruppo sociale coeso definito in qualche modo. Essere meglio. Baseball, basket, football: un'eterna ghirlanda brillante oltreoceno. Il trait d'union, l'assenza del pareggio.
E dunque guardo con invidia questa gente di una certa eta' che non fa assolutamente nulla di fancy, di particolare, di cool, di O'Khan, ma e' straordinarimente serena, inserita nel proprio tessuto sociale, parte di un network rodato e forse a tratti soffocante, ma certametne un network ben migliore di chi vive con la valigia in mano, inseguendo cio' che pare gloria ma altro non e' che un lavoro con caratteristiche forse un po' migliori della media.
Locondro e' il vero barbiere di paese. Grasso e pacioso. Ignaro dei ritmi bostoniani o milanesi, trae soddisfazione dalla qualita' del proprio lavoro. I soldi per mangiare, ma la lisciezza della pelle del cliente la vera soddisfazione. Insieme alla chiacchierata di rito, sulla Fiorentina (intesa sia come squadra sia come bistecca), sulla sagra della patata e quant'altro ci sia di rilevante al momento. Nessuna reale volonta' di non godere qui ed ora tutto e subito del proprio stato di persona che vive modestamente ma certamente dignitosamente e con il massimo equilibrio. Equilibrio stabile, ma non stasi. Ovvero quella condizione in cui non e' necessario essere bruciati dal sacro fuoco del migliorari ad ogni costo. Ovvero la condizione ideale per potersi dedicare alla vita come piacere, effimero forse, ma piacere. Ben meglio che rosicare per le dimensioni della macchina del vicino o per il TiVo dall'hard disk piu' grande o qualcosa cosi'.
Noi invisibili non possiamo, ne' mai potremo. Nati e cresciuti sapendo bene cos'e' uno yuppie, non possiamo sottrarci alla volonta' di migliorare e aspirare a grandezze (sessuali economiche monetarie lavorative e chi piu' ne ha piu' ne metta). Ma anche volendo non possiamo sottrarci alla nostra tara generazionale, fra un contratto interinale e l'altro, fra un modulo da riempire e una bolletta da pagare, fra un concorso da vincere e uno di cui lamentarsi.
C'e' chi ha provato a salutare tutti e vivere del proprio misero lavoro agricolo in un trullo al sud. Non sembra aver funzionato nemmeno cosi'.
Io non potrei mai. Sono, mi sento, voglio essere e voglio sentirmi uomo del mio tempo. Tempi di merda. E il navigar m'e' dolce in questo mare.
Questo il pianto greco. Ora mandami un messaggio, troviamoci, e porta un fazzoletto. Voglio sentire l'umanita' nell'anima e il calore nella carne. Stasera passo la parola, cedo la mano: cecidere manus. Portami nel tuo letto, voglio addomentarmi sul tuo seno.
6/22/2005
Tautologie referendarie ( e fica)

Ogni fottuto blog italiano che si rispetti (o anche che non si rispetti)ha sentito il dovere di dire la sua sul recente referendum. E io chi cazzo sono? Il figlio della serva?
Le tautologie sono robe interessanti. Permettono di semplificarsi la vita. Dato che tutte sono sempre vere indipendentemente dalla loro complessita', uno puo' sostituire a robe anche molto complesse il buon vecchio `p o non p'. Ecco, credo che si dovrebbe cercare sempre di capire in quale canale certe semantiche sono inserite, vedere se per caso l'inerente complessita' della semantica possa essere ridotta o resa irrilevante dalle quasi-tautologie che la circondano.
Credo di non sbagliarmi nel dire che e' quasi tautologicamente vero quanto segue:
1. Non sono un criminale pur essendo un masturbatore incallito
2. La vastita' dell'ampiezza dello spettro del possibile e' un obiettivo da perseguire sempre e comunque, laddove questo non sia considerato dai piu' criminale. In altre parole, meglio avere vent'anni che averne ottanta, non fosse altro perche' il dominio del possibile e' ben piu' ampio!
3. La coesione sociale e' assai importante. Che 2. possa valere abbastanza indipendentemente dalle condizioni economiche e' un altro importante obiettivo da perseguire.
Mi sembrano tre cose molto innocue,quasi tautologiche, su cui ben pochi penso sarebbero in profondo disaccordo. In altre parole, lasciatemi fare le seghe nell'ombra in attesa di tempi migliori, magari di un eroismo quasi olimpico, greco.
L'imperfetto talebanesimo dello stanco cattolicesimo nostrano (attendendo razzi nel culo dal papa-razzi) e della sua emanazione statale (e' stata la vittoria di Ruini, dicitur, quindi lo Stato della Chiesa non e' morto!). Vista dal Granducato di Toscana, la questione sembrerebbe potersi tradurre cosi': certe pratiche possono essere tollerate (ovvero senza lapidazione o simili), purche' tali pratiche non vengano eseguite sul Sacro Suolo Patrio.
Trouble is, l'esecuzione di tali pratiche all'estero costano, se non altro il viaggio, quindi in culo a 3. sopra: chi e' ricco puo' fare il cazzo che vuole lo stesso, chi non lo e' numquam (by the way, le latiniste d'estate, svestite il giusto, sono ancora piu' bellissime del solito). Quindi 3. la buttiamo dalla finestra. OK.
Che dire del fatto che magari uno ha idee un po' diverse dalle tue su fatti che, comunque li si metta giu', rimangono piutttosto astrusi...se non capisco male hanno a che fare con una cellula o cose cosi'... Voglio dire variatio delectat (che passere!) e anche mettendoci un quosdam (bellissime!) questi quosdam avranno pure diritto di fare il cazzo che gli pare! O NO? NO! Quindi buttiamo 2. fuori dalla finestra.
Rimane 1. E qui inizio a preoccuparmi perche' il soggetto sono IO. Si noti che per ora non ho preso alcuna posizione sulla semantica (o sul merito) dei quesiti referendari. Quanto detto fin qui mi strabasta per votare SISISISI, ma cap
isco per l'appunto che ci sono posizioni diverse. Sul merito della questione, non so onestamente cosa pensare, dato che tutti i quesiti riguardano essenzialmente un'area della conoscenza umana che mi e' non solo profondamente oscura, ma che considero anche, con favore, piuttosto piacevolmente misteriosa, cioe' la fica.
Ecco, chiedermi un'opinione tecnica sulla fica...ovvero qualcosa che vada oltre a: `ti garba'? mi mette in grossa difficolta'. Ma, ancora una volta, penso che non sia per nulla necessario spingersi ad approfondire nei minimi dettagli le questioni.
Facendo uno sforzo massimo di democrazia e comprensione, posso capire che come esistono neonazisti possa esistere anche una parte di popolazione, per forza di cose pero' minuta, che consideri una cellula di quelle li' una vita (anche se di solito dicono pero' `vita IN POTENZA') perche' ora...hai voglia a di', ma ammazzare un gatto fa sicuramente piu' effetto di mandare una cellula di quelle li' giu' per il cesso. Ma comunque, anche ammettendo la validita' di questa posizione, che a mio modestissimo parere altro non e' che una formalizzazione di un'ottica talebana-intransigente-ottusa, mi pare che la difesa di questa vita in potenza mi metta in serio pericolo.
Io, che da quando m'e' scoppiato l'ormone primaverile greco/latinista di fatto ho prodotto una Auschwitz spermatozoica, non me la cavo certo tanto bene in tema protezione di vita potenziale. E quindi temo. E molto. Se mi tolgono anche questo passatempo, umido ma tutto sommato innocuo, cheffaccio?
E lo stesso vale anche per la fecondazione eteroquaarrobballa'. Mi pare di capire che e' un po' quando una prende in prestito da uno... Non che di per se' ci veda niente di male, ovviamente, madde'...perche' il cardinale Ruiny non ha notato che alla base della cosa c'e' una sega? Una ricca sega! E' peccato! Sia perche' le seghe fanno diventare ciechi, sia per lo scarso rispetto per la vita potenziale. E, credetemi, la posizione del porporato e' davvero solo minimamente diversa.
Ritengo che la ragione non possa che essere che anche lui deve (epistemicamente) avere uno scarsissimo rispetto per la vita potenziale, almeno come l'ho intesa qui!
Dialogo
"Carissimo, ciao come va?"
"Mah, abbastanza bene, tu?"
"Mah, a parte il caldo..."
"Mah, ti diro'..."
"Mah...io lo sto soffrendo!"
Dialogo appena successo fra due intellettuali locali. Tipo dottorandi o qualcosa. Io questi dialoghi non li so fare. E forse anche una delle ragioni per cui risulto strano, ad alcuni almeno.
Mah...ndateacagare. Poi mah... mahcche? Ciao e' ciao, caldo e' caldo. Le corde vocali le abbiamo tutti, perche' ostentarne la loro esistenza cosi' sfacciatamente? Manco fossero un cazzo di 23cm. No? Il prossimo post lo devo intitolare tautologie!
6/19/2005
The face

Me ne esco con qualcosa tipo:
"Gentile signorina, vorrei chiederti una cosa alla quale ti prego di rispondere con la massima sincerita', senza paura che io ne abbia a male o senza sentirti in dovere di assecondare per forza la mia richiesta. Davvero, sii sincera."E'a quel punto che vedo una cosa che avrei voluto poter fotografare per mostrare ai posteri. Vedo la sua faccia rabbuiarsi di colpo e i muscoli del viso tendersi all'improvviso nonostante la tarda ora. Il terrore piu' nero negli occhi, il viso come leggermente inclinato e gli occhi come in viaggio per assicurarsi una via di fuga dl mio sguardo interrogatore. La vedo come socchiudere leggermente la bocca e la tensione delle labbra le creava come delle piccole rughe. Uno spettacolo, un viso tipo cartone animato giapponese, certamente ben diverso da quello che dovrebbe uscire dall'applicazione delle regole auree del buon disegnatore.
Quando le ho chiesto se tante volte mi poteva rendere il mio programma del cinema all'aperto si e' subito distesa, mi ha mandato sollevata affanculo e siamo andati a dormire, ciascuno a casa sua. Cheers!
6/18/2005
Tit for tat
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"noun [U]
something, esp. something annoying or unpleasant, done to someone because they have done the same thing to you "
Ok.
Obiettivo: liberarsi della parte `for tat'. Tutto sara' molto meno annoying e molto piu' pleasant!
Crisi d'identita'
Dato tutto questo tempo passato a braccetto con il proprio lavoro, un po' di identificazione con il suo oggetto mi pare inevitabile. Pur non avendo mai visto accompagnatori di zoppi zoppicare veramente, forse il buon vecchio proverbio qualcosa di vero lo dice.
Devo cambiare oggetto d'indagine.
Mi sono occupato negli ultimi anni di SOGGETTI NULLI. E m'identifico. Cosa deve fare un soggetto nullo per essere lecito, per avere diritto d'esistere. Deve essere FORMALMENTE LICENZIATO. Solo in seguito puo' essere IDENTIFICATO (se poi puo' esserlo del tutto). Ho poi sempre cercato di minimizzare il gap fra dati e teoria, facendo discendere molto dai dati, avanzando ipotesi teoriche molto locali. In altre parole, ho MINIMIZZATO LE ASSUNZIONI, che fa pandan' col formalmente licenziato.
Da domani devo:
-Massimizzare le assunzioni
-Smettere di occuparmi di soggetti nulli, espletivi e altri cazzi del genere
-Abbandonare le recenti letture sul movimento INVISIBILE
Cosa resta? HEAVY-NP-SHIFT...ecco questo si che un tema d'oro per il futuro. Mi muovo solo se sono ciccione...verso destra, quello mi piace meno...per molte ragioni, alcune ovvie, altre piu' teoriche.
Mah, ci devo pensare...
6/16/2005
And the loser is...

And the loser is.....EGO! Ho vinto. Finalmente ho vinto. Nella vecchia barzelletta il secondo qualificato era quello piu' sfigato di tutti perche' non poteva nemmeno vantarsi della vittoria della palma di piu' sfigato.
Ecco. Io almeno la decenza di vincere il loser prize penso d'averla avuta. E lo sapevo e me l'aspettavo. Nessun problema. Ma preferisco l'investitura ufficiale di big loser, big fat fucking looser e se vogliamo mettiamoci pure la mamma.

Ma quello che NON dovevano fare era non darmi l'agognata palma, fra battimani e complimenti e festeggiamenti, birra e rutto libero. Che cazzo di senso ha telefonarmi dicendomi si vabbe' non t'abbiamo preso, MA c'eri quasi, la differenza rispetto a quelli che avevamo preso era minima, solo giustappunto un po' meglio il progetto di ricerca etc. etc. con me che al telefono dicevo "si si capisco, ma certo, come no?" e pensavo a come le possibilita' combinatorie del linguaggio umano mi permessero infinite variazioni zoologiche sul tema Dio. Allora, brutte merde, pagatemi QUASI come pagate "the two candidates" (cazzo, l'avranno un fottuto nome, no?), datemi not quite gli stessi soldi, ma quasi, quasi, quasi...
Oppure, oppure...

And the loser is... MYSELF! Finalmente una vittoria.
Da lunedi' torno agli 0-0 catenacciari!
6/14/2005
Cartesio
Fido apostolo, m'adeguo.
Fatto sta che di corpo vado poco... Quindi devo puntare piu' sull'anima!
La trasferta olandese verteva chiaramente assai piu' sul versante anima che sul versante corpo, per ragioni ovvie. Quindi un'altra buona ragione per spostare ancora piu' il focus attentivo sulla polarita' anima(le?) del dualismo. Ovvio, non si puo' mai arrivare alla perfetta situazione di divenire pura anima; almeno in tempi brevi, mi auguro! Se non altro, gli istinti sessuali piu' o meno ci sono. Si tratta per lo piu' dell'abbandono progressivo di una consapevolezza puntuale e costante della propria corporalita'. Una specie di fiducia nell'automatismo corporale...il cuore batte da se'; i polmoni non respirano da soli, ma chi ci fa caso? le gambe si muovono abbastanza automaticamente per camminare, etc. Una sorta di generalizzazione di questo principio...
Non avendo grossi, solidi pilastri a cui aggrapparmi giornalmente, mi piace di tanto in tanto ri-visitare posti gia' intravisti in passato. Il loro perdurare mi rassicura. Sapere della loro esistenza porta a ridurre la complessita' e ad accrescere le mappe che inevitabilmente si creano per organizzare il noto, un po' come sapere del sostanziale automatismo del corpo umano.
Su mia espressa richiesta, io e il vecchio T eravamo andati in questo barrino in centro ad Amsterdam, piuttosto trendy (che credo sia una parola attuale per pieno di passera), dove gia' ero stato un paio di anni fa. Per i rassicuranti motivi di cui sopra.
Cameriera tipo uno e ottantacinque, bionda, occhio azzurro (nel senso di tutti e due), e veramente ma veramente ma veramente trendy (giusto?).
Ecco, io ero quasi pura anima. Il giorno dopo l'intervista, fallimentare come da contratto, ancora un po' adrenalinico animista. Finisco i miei noodles. Corpo/anima. Dualismo. Anima: lingusitica. Interfaccia corpo/anima: linguistica--->lingua nella cameriera fica. La guardo e mi rifaccio l'occhi. Corpo: chi cazzo se ne frega? Funziona da solo! Corpo: Importante cedimento dello sfintere--->Scoreggia realmente apocalittica Interfaccia corpo/anima: Non la guardare piu'--->Le faccio uno sguardo terrorizzato. Lei capisce che mi serve qualcosa. E ARRIVA. Anima: O cazzo! Sparecchia, con la freddezza tipica dei locali. Questa la spiegazione che mi sono dato della sua freddezza. Tipica dei locali.
Il vecchio T leggeva indaffarato un giornale. Non si e' accorto di nulla. Per fortuna.
Non mi resta che la festa della birra di Reggiolo. Accorrete numerosi!
El Mario

El Mario el m'a roto i cojoni anca a mi che no gh'entro gnente. Bison crompar el toco dopo bison cambiarlo, ma ghe sempre qualcossa che non funsiona. Bison spetar quei de Basan che i riva lori e che i lo monta lori. Intanto la machina l'e' dal Mario da quindese di' e mi no so un casso de quando la vien pronta. No ghe gnente da far, bison spetar, l'a dito el Mario. Ma spetando se se spaca i cojoni. Par fortuna la machina no l'e' mia mia, sino' saria sa' qua a pestesarme i cojoni. Paro' nar dala fernanda a magnarse na pissa col dotor saria sta belo... Pasiensa...
E la colpa l'e' tuta del mario. Che'l vaa a cagar!
6/08/2005
Paura, molta
Ho portato al vecchio T e signora il kit da emigrante (enorme pezzo di speck, salmame nostrano (quello che alcuni chiamano soppressa), salamino piccante incazzato, ricotta afumicata, quella da gratugiare sulla pasta, funghi porcini secchi, dolcini a cioccolato e mandorle, vino (Pago' matre)). Mi pare la cosa sia stata accolta davvero positivamente. Ne godo.
Studiare, non so quanto serva. Forse un po' di ingenuita' epistomologica puo' fare bene. Ignoranza, meno. Ma quella e' atavica, non se ne andra' così in due due quattro, e nemmeno in quattro e quattro otto a pensarci bene. Andando avanti cosi' sara' un quarantotto! (Questa battuta fa cacare, non l'avrei mai lasciata passare se la situazione non fosse piuttosto disperata). La cosa buona e' che domani la cosa sara' fatta e io fatto. done with and stoned, credo.
Paure di varia natura. Ma non riesco nemmeno ad avere delle belle paure, ben tornite e definite, bianche o nere che siano. Quella attuale e' piuttosto piu' sul rosso.
Siamo tutti andati (in tre) a mangiare all'Indiano, per il quale nutro una speciale predilezione, almeno dopo quello di Somerville, prima o poi ne dovro' parlare diffusamente.
Non mi resta troppo in cui mostrare virilita', mi e' parso che gettarsi in un Chicken Vindaloo SPICY fosse l'occasione buona per darne ampiamente prova.
Si fa quel che si puo'. L'ho mangiato con molto gusto ritrovando anche l'amichevole aureola di sudore sulla pelata. Segno o divino o di vino o di piccante, che non c'entra una sega ma e' vero.
Paure. Cosa produrranno tutti questi peperoncini in qualche modo inghittiti e metabolizzati. In Toscana c'e' una parola apposita, non mi pare a Nord ci fosse: Brucia'ulo!
Bene, ci dica... i dialetti...i dialetti...
E danzero' armonioso sulla sedia in modo che loro non se ne accorgano, e cerchero' lo spigolo per grattare. Ne godro'.
Che tanto sonasega io dei dialetti...
Sveglia
Fumo, in una parola. M'hanno detto del Blue Bird, coffee shop vicino a dove abitava Rembrandt. Non credo d'avere il fisico. Ma come applicazione medica post-traumatica forse l'opzione e' meglio percorribile.
Come sara'? Cazzo vorranno sapere?
Buongiorno, lei e' il nostro candidato italiano. Mi dica...i dialetti...i dialetti...i dialetti...
Marassina el par che'el gaa le vrespe nei pie'! (15 gol col torino, dieci anni dopo)
La parte sul calcio e' andata bene, passiamo all'antropologia
Come disea me nono: "Done tante, ma spiansaghe la pansa, e via!"
Benvenuto fra noi!
6/07/2005
Sciopero
Adoro fare il ganzo! Assumetemi, pero'! (eccheccazzo!)
6/04/2005
Liberta' d'informazione

La liberta' e' un valore da conquistare e difendere. Se uno dice una cosa del genere mi pare nessuno obietti nulla. Compito della politica quello di regolare liberta' personali spesso in parziale conflitto. Certe liberta' possono limitare liberta' altrui: occorrono confini. E' come se esistesse un canale fisico e logico, quasi un modello kripkiano all'interno del quale, ma solo all'interno del quale le diverse liberta' si possono dipanare.
Citando una vecchia battuta di Guzzanti "Questa e' la Casa delle Liberta', dove ognuno fa il cazzo che gli pare!". Fa ridere perche' assume l'assenza del canale di cui sopra; l'esistenza del quale e' data talmente per scontata da essere di rado esplicitata, ma ciononostante fortemente percepita vitualmente da chiunque.
Liberta' di stampa. Per quanto detto fin qui, non dovrebbe voler dire "Scriviamo il cazzo che ci pare sul giornale". Vediamo...
Piccolo confronto fra le home page (e articoli linkati) di CNN e Repubblica di oggi 4 Giugno 2005.
Stando a CNN:
A U.S. military investigation into the mishandling of the Muslim holy book at the Guantanamo Bay prison for suspected terrorists has determined that detainees -- not U.S. soldiers -- attempted to flush the Quran down the toilet there.
...e questa e' la cosa che conta. Messa li' in prima pagina, titolo (Detainees, not soldiers, flushed Quran) e primo paragrafo riportato sopra. E solo se uno vuole leggere di piu' su quanto in effetti siano perfidi questi arabi, trattati cosi' bene a Guantanamo...(certamente senza fondamento definito `gulag' dei nostri giorni da Amnesty International! ci mancherebbe)...solo SE uno si va a leggere l'articolo, scopre en passant...che si, in effetti nel cesso ce l'avranno forse buttato i detenuti, ma chissa' quale copia hanno buttato... Forse alcune erano inservibili, se e' vero come viene riportato che:
a guard's urine "splashed" a detainee and his holy book after coming through an air vent;
"After coming through an air vent...". Minchia! State attenti la prossima volta che andate alla COOP, che dai bocchettoni dell'aria condizionata potrebbe arrivarvi in testa una pisciata! MAH!
Titolo Repubblica: "Guantanamo, il Pentagono ammette
"Cinque oltraggi a copie del Corano"
Primo paragrafo:
"Il caso più grave quello di un soldato che ha urinato sul testo
ma secondo i militari Usa la colpa è stata di un colpo di vento
Un prigioniero nel carcere di Guantanamo
WASHINGTON - Newsweek aveva ragione. Lo scoop del settimanale Usa sugli oltraggi al Corano nel carcere militare di Guantanamo era autentico, episodi simili sono realmente accaduti. In un primo momento il giornale, incalzato dalle smentite dell'amministrazione, aveva dovuto smentire, ma ora a confermare solennemente la notizia arriva un'indagine interna condotta dal Pentagono. "
Quanto al Corano nel cesso si dice:
" Hood il 26 maggio annunciò che l'inchiesta aveva appurato cinque casi di "maltrattamento del Corano", ma non entrò nel merito; escluse però che vi fosse stato il caso di un testo sacro gettato nel gabinetto e poi scaricato.Mi pare che ulteriori commenti siano superflui. Io resto dell'idea che in villeggiatura a Guantanamo preferirei davvero non andarci.
Ieri sera ha confermato questa versione dicendo che "non erano state trovate prove valide" che un militare si fosse reso responsabile di un atto del genere e Hood sottolineato che il caso poteva "considerarsi chiuso". "
Magari in Grecia...
Apolide

Ormai sono praticamente apolide (e pure parecchio a'stronzo).
Il mondo invece e' indubbiamente greco!
5/30/2005
Nonostante tutto...vive la France!
Detto questo, come il referendum europeista sia potuto andare come e' andato e come parte della sinistra abbia potuto schierarsi per il no, mi pare difficile da comprendere e accettare. Vero, "l'Europa dei popoli" non e' questa Europa, l'allargamento a 25 o piu' stravolge l'idea di identita' europea fin qui idealizzata e concordo sul pesante bilancio in termini di violazioni di diritti umani di paesi candidati come la Turchia. Vero. Ma da qui a rispolverare la grandeur, sia essa nella sua piu' tradizionale incarnazione destrorsa o nella piu' edulcorata e laccata versione no-global mi pare ne passi. E molto.
Insomma, m'hanno deluso. Tu quoque.
E non sara' un caso che proprio stamattina mi sono reso che sono decisamente un allocco sentimentale. C'e' questa signorina francese che mi e' seduta di fronte o quasi in biblioteca e che ho a lungo considerato in cima o quasi alla mia personalissima classifica di donne per cui lasciare casa e famiglia (non ho ne' una ne' l'altra) e fuggirci assieme...(ero incerto se una sorta di parasitic gap al posto del pronome di ripresa clitico sarebbe stato agrammaticale...tipo `donne per cui lasciare casa e famiglia e fuggire assieme'...boh forse fa un po' schifo diciamo ?*, no?)
Fatto sta che sono sempre stato sensibile al fascino di queste letterate un po' frikkettone ma non troppo, abbigliate sapientemente da capo a piedi (so per certo che ci perdono del tempo), ma che sembrano vestite casual, nel senso veneto del termine o aglofonicamente random... Ecco a questo si aggiunga la mia adorazione per l'idioma d'oltralpe...suoni, in una parola, arrapanti come poche altre cose al mondo. Sara' bassamente metaforico o metonimico, ma `baguette' in lingua originale equivale piu' o meno a subitanea erezione.
Ecco, e stamattina l'ho guardata e mi sono reso conto che in realta' al di la' del mito francese e del vestitino etc. etc. c'e' ben poco... Nel senso...E' PROPRIO UNA NORMALE, NORMALE, NORMALE. Tutto il resto e' il Burano nel mio cervello che ricama, ricama, ricama e lei ne esce la strafiga che non e'! ECCO, SONO LIBERO!
L'ho riguardata. Non e' vero. E' TROPPO bella! Davvero. Vive la France!
5/29/2005
The biggest ICS ever!
Volevo debuttare col botto. Ecco la grande occasione. Roma - Chievo e' la partita piu' truccata della storia. Basta un pareggio per la matematica salvezza del Chievo, basta non fare una ennesima figura di merda alla Roma per porre fine ad una annata da dimenticare. Come da ovvie telefonate in settimana, il risulatato sara' ICS. Non che i bookies non lo sappiano...la quota e' un magro 1.90, ma rispetto al rendimento di un bond trentennale, dato il livello di rischio simile, mi pare sia una quota da prendere a piene mani. Mi spingerei anche ad indicare l'1-1 come probabile risultato finale (un po' di intrattenimento per il pubblico di solito lo si garantice...). Una partita uggiosa, in cui ad un certo punto il Chievo segna e attorno all'80', come da accordi telefonici, D'Anna trattiene per la maglia Cassano in aerea. Rigore con Marchegiani che guarda i piccioni e pensa alle pinne il fucile ed occhiali. Poi volemose bene fino al 90. ICS TUTTA LA VITA. Scommettete a (ap)profittate.
5/26/2005
Razza da treno

Il passaggio verso Nord qualcosa lo regala sempre.
Da sempre, adoro viaggiare in treno. Odio e temo la macchina. Ho la patente, ma l'uomo che mi ha promosso all'esame dev'essere un'inguaribile ottimista.
Viaggiare in treno e' roba da ricchi. Ci si siede, con il massimo del lassismo nobiliare e non si fa altro che attendere. C'e' una cosa che sono sempre stato bravissimo a fare: niente (immagino sia un bel puzzle per gli studiosi di NPIs, ma questo e' un'altro discorso). Per
disambiguare, diciamo che far niente sempre m'e' dolce. Peccato non paghino per farlo professionalmente. Non ho MAI E POI MAI capito quelli che trovano viaggiare in treno insopportabilmente nojoso. Cazzi loro, si pensera'. E certamente sono d'accordo. Tuttavia
c'e' una sottospecie molto specifica di questi strampalati umani che si riconoscono da caratteristiche che pur peculiari sembrano essere comuni a tutti loro.
- Borsa termica con panini, birra, cocacola, acqua etc. I panini sono tipicamente con la frittata
- Una confezione di Ritz o Tuc in una borsa diversa rispetto a quella termica
- Una copia di Gente o Oggi (o non esclusiva, come nella logica proposizionale). Si badi: GENTE o OGGI. Magari sembro snob o sembra che ce l'abbia con chi legge stampa scandalistica. TUTT'ALTRO! Io mi vanto di appartenere alla categoria! Ma c'e' qualcosa (forse il perbenismo talebano?) di questi due giornali che li rende unici nel loro genere e fruiti cosi'tipicamente da questi individui da treno.Per la cronaca, sono un grande fan di almeno due classiche riviste da treno: Cronaca Vera e Grand Hotel (W i fotoromanzi!). Ma quelli che leggono queste due mi pare abbiano ben altro stile rispetti ai lettori di Gente e Oggi!
- Lo sguardo chiaramente alla ricerca di qualcuno con cui `scambiare due parole'. Temi ricorrenti: qualche lamentela sulle FS per `rompere il ghiaccio' (mai uno che si renda conto che sotto la sottilissima lastrina di ghiaccio ci sono subito i coglioni?), l'assenza di mezzestagioni (sic!), il caro euro, la classe militare d'appartenenza (e infiniti aneddoti militareschi), tutto ma proprio tuto quanto abbia a che fare direttamente o indirettamente con esseri umani di eta' inferiore ai dodici anni e con i quali il parlante sia in un qualunque grado di parentela umanamente computabile.
Voi, malati d'ipercinesi (in effetti forse i dazi non sono poi una cattiva idea!), fra un panino e una birra e un giornale e la prostata che non funzione, al cesso dieci volte in poche ore e su e giu' per il corridojo e il telefono che non prende e chissa' come mai...se proprio volete `scambiare due parole', almeno abbiate il buon senso di cercare di intrattenermi e non fatemi capire alla
terza parola (tipicamente `ma' dopo un `mi scusi') che volete essere intrattenuti voi da me, e aggratis! Andate a cagare, sono impegnato a farmi felicemente i cazzi miei, fra in quali l'amato insieme vuoto.
Etica mafio-erbosa (parte 2)

Pur rimanendo lontani dalla perfetta sincronia degli oliati meccanismi della nostrana mafiosita', almeno il rispetto se lo sono guadagnati.
Baciamo le mani.
La proposta originale era quella di fare, se shortlistato, l'intervista via webcam (sic!) naturalmente al fine di venire incontro alle potenziali difficolta' di organizzare una trasferta ad amsterdam in pochi giorni. Fantozzi.
Picture this. Abbiamo qui accanto (almeno) Ginetto e Pinuccio, due nostri validissimi PhD, che casualmente hanno fatto tesi cosi' incrediblimente inerenti al progetto che stiamo mettendo in piedi per questo post-doc. Poi c'e' il pirla che abbiamo visto via Internet. Chi si prende? Fantocci, lei e' una...
Shortlistato fui. Io, che ad Amserdam ci andrei anche a piedi e in mutande, piu' o meno ho detto esattamente questo e l'intervista sara'alla live & in person ad amsterdam il 9 giugno. L'idea e' che o la rispettabilita' Don Cicciuzzo ce l'ha dopo anni di pratica mafiosa e quindi non deve nemmeno aprire bocca oppure se la compra. Io che la mentalita' prostitutiva un po' ce l'ho, baratto felice il rimborso del biglietto aereo per la loro acquistata rispettabilita'. Mi faccio prendere per il culo una mattina e poi potro' indulgere col vecchio T in note pratiche antropologiche locali per qualche giorno.
Mi pare che vista cosi' la cosa vada bene. O quasi.
5/24/2005
Alimentazione sana

Fatto sta che non so bene se la cosa discenda in modo naturale da detta formula, ma l'aumento della pressione mi porta al consumo, piuttosto smodato, di cibo. Non cibo a caso. Cibo dai sapori decisi, forti e in quantita' degne. Non sono giorni da gamberetti ma da bistecche alla fiorentina , debitamente innaffiate da un buon Chianti.
Tuttavia, pesanti vincoli di bilancio mi spingono verso un'alimentazione piu' minimalista. Vincoli economici, sapori decisi: un connubio difficile. Per fortuna c'e' la chimica. E non nel senso di fare il piccolo chimico con una piadina, nel senso proprio piu' tristino dell'e(c)stasy applicata al fornello.
Zuppa cinese.
L'upgrade recente e' stato il passaggio da quella da 0.90 a confezione a quella da 1.50, magno cum gaudio (e non solo nel senso latineggiante dell'espressione, ma anche in quello piu' genuinamente romanesco). La confezione se la tira un casino "OOLONG NOODLES WITH PREMIUM FLAVORING".
Mi ero ripromesso di non fare mai questo errore: purtroppo non sono di ferro. Quando ho letto PREMIUM, ormai del tutto convinto del grande acquisto, mi sono accinto ad assaporare la mia piu' grande vittoria sulla poverta': il massimo che potessi fare con 1.50. Bang for the buck, si direbbe altrove.
SOUP BASE: (1) SALT, MONOSODIUM GLUTAMATE, CHICKEN FLAVOUR POWDER, GLUCOSE, SUGAR, SPICES (ONION POWDER, GARLIC POWDER, BLACK PEPPER), CELERY POWDER. (2) DRIED FISH CAKE, DRIED CARROT, DRIED GREEN ONION
Mi torna tutto, in particolare il glutammato monosodico che e' sapore forte quasi gratis. Per me ci dovrebbero fare dei francobollini tipo LSD. Ricordo che per un periodo dicevano fosse largamente cancerogeno e i dati di marca riportavano fieri l'assenza del suddetto fra i loro ingredienti. Ma va bene, dettagli.
MA COSA CAZZO E' LA DRIED FISH CAKE, DI GRAZIA???? Voglio dire...se dovessi creare un ossimoro "dried fish cake" sarebbe troppo geniale per venirmi in mente...
ORA CAZZO VOI NON CI CREDERETE, MA IO SONO UN FOTTUTO IPOCONDRIACO DEL CAZZO...OK OK CON CALMA...OVVIAMENTE HO CERCATO CON GOOGLE, NO...CIOE' OVVIO, IL MIO AMICHETTO CHE SA TUTTO, GOOGLE. RIGHT? MA SONASEGA IO...IO VOGLIO VEDERLA QUESTA CAZZO DI DRIED FISH CAKE, OK? PER FORTUNA IL MIO AMICHETTO CHE SA TUTTO VEDE ANCHE TUTTO...OK? QUINDI HO CERCATO SU GOOGLE IMAGES...CLICCATE QUI E VEDRETE IL RISULTATO...NON HO MESSO QUI L'IMMAGINE PERCHE' VI VOGLIO DARE ESATTAMENTE IL PERCORSO CHE HO FATTO IO...CE L'HO COMUNQUE SALVATA NELL'HARD DISK...OK?
GUARDATE IL DECIMO RISULTATO...TERZA FILA, SECONDA IMMAGINE...
AIUTO!!!
WWOZ
Nel suo bellissimo libro "Chronicles, Volume One", racconta dell'estenuate ricerca del sound giusto per quell'album e della volonta' di prendersi tutto il tempo necessario per fare un buon lavoro.
Il conforto serale, il confessionale privato, WWOZ, radio di musica roots di New Orleans. E una tale Brown Sugar, una dj femmina dalla voce calda e l'accento del sud. Un appuntamento solitario e privato, la distensione dopo la ricerca, un dialogo interiore, ma anche via etere. Lui definiva WWOZ, senza mezzi termini "the best radio station in the world".
Oggi ho debuttato con la semantica. Le prime due ore delle dodici previste. Esperienza estenuante, ma mi sono piaciuto. Ho deciso di prendermi tutto il tempo necessario per fare un buon lavoro. Meglio dire meno ed essere ridondanti, piuttosto che dire troppo, troppo velocemente e risultare ermetici. Ora ascolto WWOZ. Ancora una volta, concordo con il vecchio Bob. Peccato solo Brown Sugar non ci sia piu'.
5/21/2005
Pink Floyd, Saussure e (immancabilmente) Semantica
E' perfetta, pur mancandole il tasto `Unzip' che la renderebbe piucheperfetta. Ma il latino sara' una lingua morta per qualcosa. Il piucheperfetto...residuo vestigiale di un passato ormai lontano. Il che rende nobilmente conto anche dell'assenza del suddetto tasto su quel pezzettino di carne che m'avanza fra le gambe.
Come e' noto ai fan, il buon de Saussure ha mostrato l'arbitrarieta' del segno linguistico. Ovvie, ma assai locali, le eccezioni onomatopeiche e simili. Nomina sunt consequentia rerum, chiacchiere da segajoli medievali. Io che nel mio piccolo certo proseguo (ahime') quella tradizione, trovo che in alcuni casi le parole, pur evidentemete in linea generale soggette all'arbitrarieta' del segno linguistico di cui sopra, rivelino una sorta di natura indipendente, parallela. Scarpe di cenerentola in cerca di autore. Il momento, inaspettato, in cui finalmente la scarpa calza alla perfezione, si svela improvvisa e puntuale questa specie di potenza eruttiva, nascosta, latente della parola e la sua natura segnica quasi scompare per lasciare posto al concetto in carne ed ossa.
Chiesi un giorno a questa signorina, sarda, cosa pensasse dei Tenores de Bitti. Rispose, in un momento indimenticabile: "I Pink Floyd della Barbagia".
Celentano & Semantica
Celentano cantava che "Chi non lavora non fa l'amore". Ora, da questo segue che chi lavora a progetto deve andare a troje???
5/18/2005
Gola arrossata?
Lei: ?? e' estate le scollature saranno sempre piu' profonde
Io: Speriamo anche le gole
Lei non ha ribattuto!
Temo di essere inerentemente volgare, anche via SMS. Vabbe', almeno so' simpatico...forse!
5/16/2005
Far finta di essere sani
Come diceva il sommo Gaber, "Far finta di essere sani"! Viene in mente, alle volte. L'ultimo acquisto in campo discografico, dopo anni passati a scaricare con i vari p2p, e' stato "Che cosa c'e' di strano?" di tale Gennaro Cosmo Parlato. L'etica sottoproletaria dello scaricatore, sia esso di porto o di musica, impone il non acquisto di materiale discografico, quale che esso sia. Mica e' giusto, lo so. Ma Bob Dylan soldi ne ha gia' visti abbastanza, il libro gliel'ho comprato in lingua originale, concerti ne ho visti piu' d'uno: mi pare che la discografia gratuita in formato mp3 mi spetti quasi di diritto!
E allora se si deve venir meno all'etica dello scaricatore, lo si faccia almeno per gente che, mi sa, di soldi non ne ha poi troppi.
Gennaro Cosmo Parlato. La domanda sorge spontanea: "Chi cazzo e'?". Francamente non ne ho un'idea ben chiara. L'avevo visto una sera a Markette, il programma di Chiambretti in seconda serata abbondante su LA7. Mi era sembrato un genio. Un ometto con una specie di frac e la faccia pitturata di bianco che cantava "Maledetta Primavera" in falsetto. Una cosa dal vaghissimo sapore gay ed estremamente, ma estremamente divertente. In sostanza, il mio ideale di divertimento puro (puro entertainment, nessuna traccia di edutainment o altre simili corbellerie (minchia che parola assurda, me la devo assolutamente ricordare!)).
Divertimento puro. Ci tornero' sopra in un altro post. Per ora basta chiarire la matrice non cattolica di tale purezza.
Ho fatto una visita al sito del nostro e mi e' parso che la mia intuizione fosse di fatto comfermata. Si tratta di un omosessuale napoletano, figlio d'arte: i genitori cantavano canzoni napoletane o qualcosa del genere. Con queste cose lui non ha sfondato e ha alla fine inventato questa strana commistione di musica trasheggiante anni '80 e moine da drag queen. Stravolgimenti di canzone note (forse tristemente) di note interpreti femminili anni '80. Null'altro. Quod Erat Demostrandum.
Certo, un minusscolo cambio di prospettiva, ripeto piccolo, minimale porta a reinterpretare senza perdita di informazione quanto descritto fin qui, come segue:
Ascolto con piacere un ricchione napoletano con la faccia pitturata di bianco che canta in falsetto canzoni tutte originariamente interpretate da donne. Non contento, me ne vanto
Far finta di essere sani.
Resomi conto della cosa, ho subito cercato di verificare che questo divertimento musicale (ovviamente nel senso di divertissement, visto il personaggio) fosse quel puro divertimento di cui sopra o che, magari, non dovessi pure sentirmi in colpa per non avere colto qualche sottigliezza nascosta, qualche recondita raffinata citazione nascosta fra le pieghe delle note.
Far finta di essere sani.
Quale migliore occasione per trovare una recensione che mi rassicuri sulla quasi goliardicita' dell'operazione (stravolgimento di pezzi anni 80 che di per se' fanno essenzialmente cacare).
Mi connetto a rockol e trovo quello che cercavo. Leggo e canto, felicissimo, Gaber. Far finta di esere sani. Dice il nostro recensore
L’approccio complessivo è quello che si rifà alla tradizione degli spettacoli in playback delle drag queen (care vecchie Pumitrozzole…), con un clin d’oeil a certe cose di Ettore Petrolini e più di un riferimento al Joel Grey “maestro di cerimonie” di “Cabaret” – e, aggiungerei, alle imitazioni di Milva dell’inimitabile Alighiero Noschese, e (forse) al Max Raabe della Palast Orchestra; esplicitamente mascherato, con un ovvio penchant gaio e un dichiarato gusto per l’esagerazione e lo svaccamento controllato – lontano dunque dall’epica tragica grandezza di un Klaus Nomi, per dire, e semmai più affine al Paolo Poli accompagnato da Jacqueline Perrotin, ma senza la feroce perfidia dell’attore toscano, capace di trovare nelle canzoni degli anni Venti/Quaranta perle di idiozia e volgarissimi doppi sensi dove forse anche non ce n’erano, nelle intenzioni degli autori.
Per fortuna il riferimento a Max Raabe c'e' solo `(forse)'! In effetti mi era sfuggito. Invece gli altri...
Ecco, il punto e'... non so se ho fatto bene a fare la linguistica, ma la deliberata decisione di limitare la masturbazione al piano strettamente fisico mi pare una fondamentale fonte di sanita', una cosa che allontana la finzione (di essere sani) almeno un po'.
Chissa' le mani appiccicose dei critici musicali quando finiscono di scrivere le recensioni!
Marchetta gratis: comprate il disco di Gennaro Cosmo Parlato (compratelo qui online) e DIVERTITEVI (facendo finta di essere sani). E, null'altro!
5/15/2005
Siena Chievo
Siena Chievo: 0-1
Considerazioni tecnico-tattiche: che cul!
Reality check
Oggi Siena-Chievo. Partita romantica, ultima spiaggia. Forse era meglio andare in spiaggia a Marina di Grosseto. Ma tant'e'. Non c'e' nemmeno bisogno della consueta scommessina. Curva ospiti, credo. L'ultimo Siena-Chievo fu indimenticabile. Vittoria in nove. Altri tempi. Oggi squalificati Danna e Mandelli dietro, in difesa potrei giocare anch'io. Nuovo allenatore. Maurizio d'Angelo, il tizio che da giocatore si e' fatto tutto il percorso dalla C2 alla A. Da allenatore credo abbia tutte le carte in regole per fare il ritorno.
Ho iniziato la giornata da vero uligano, mangiando un panino (grande) con la salsiccia fresca al bar Salicotto (`checcio'ppranzato ieri ed e' venuta proprio bona'. e davvoro bona era). Finche' vado a vedere le partite di pallone mi pare di mantenere comunque un rapporto importante con la realta', quella piu' largamente condivisa. Alla semantica si pensa piu' tardi (che poi per quello che ci capisco...).
Certo, guarda a caso, ora inizia la parte difficile. In linea puramente teorica dovrei andare con Fulminix, questa signorina greca conosciuta di recente, sul cui squilibrio credo i dubbi siano pochi. Le dico via giu' prendiamo il bilgietto per andare a vedere siena-chievo. Tipicamente il range del rifiuto e' molto ampio e variegato, con scuse che spesso sfociano in complicati calembour linguistici che poco hanno a che fare con il buon semplice NO.
Fulminix invece dice si senza nemmeno tergiversare un po', si compra il biglietto e poi, tornati in biblioteca, essenzialmente fugge e non ho la piu' pallida idea di dove trovarla.
Trouble is, non e' che ci siamo poi messi d'accordo dove trovarci, sicche' le ho fatto mandare un messaggio dalla signorina greca, quella retinicamente piacevolissima (peccato stia con questo tizio fatto a trapezio). Vediamo se si palesa nel luogo stabilito.
Pronostico secco: Siena 3 Chievo 1 (e Chievo in B)
Piu' tardi i tristi commenti.
5/14/2005
Poesia
Quello che ho in mente sono questi concorsini fatti da pro-loco di posti piu' o meno ignoti, della vera provincia italiana... e lo dico con il massimo rispetto. Ma quanta gente mai per premi che arrivano massimo a 300--400 eury si prende la briga (e di certo il gusto!) di pagarne 15 di iscrizione e mandare le proprie porcherie per posta?
Di mitomani ce ne sono tanti, e' vero, voglio dire, c'e' addirittura gente che apre blog su Internet per parlare dei cazzi suoi, ma via, quanti mai saranno a mandare P_O_E_S_I_E...nel terzo millennio? Citatemi, ora che Luzi e' morto, tre poeti viventi che considerate di un certo spessore. Io, personalmente, non avrei la piu' pallida idea di che cosa dire. Con un certo imbarazzo, ma devo ammettere che non conosco nessun poeta italiano vivente. Inoltre, gli amici letterati mi informano che libri di poesia di autori di fama nazionale vendono intorno alle 500 copie. Arrotondando, zero. Quante copie tirera' il giornalino del Siena, quello che domani alla partita mi mettero' sotto il culo per non sporcarmi i pantaloni? Non lo so, ma sicuramente ben piu' di 500!
Quindi resta solo una cosa da capire...come cazzo si scrive una poesia, non tanto una poesi in generale, ma una che vinca (o si piazzi) in uno di questi concorsi?
Boh, vediamo se riesco a mettere insieme un po' di Ingredienti:
- Deve essere in linea generale una cosa pesantemente, insopportabilmente lirica, una cosa piuttosto difficilemnte tollerabile.
- Ah, poi e' una poesia. Quindi, usare paroloni altisonanti che anche se si sa 'na sega icche' vogliono dire, fanno sempre colpo.
- Il finale a sorpresa, tipo scoreggia fatta con le ascelle.
- L'uso smodato di onomatopee e altre parole con suoni improbabili. Peccato che non abbiamo i clicks in italiano...
Allora, una e':
Albeggia sull'allunaggio in questo letto.
Ti shtiocco il ceppo
nella patonza umida
Godi,
Majala!
C'e' tutto, in nuce. La cosa delle allitterazioni nel primo verso, le parole che non si capisce una sega nulla, ancora allitterazioni e poi il finale a sorpresa con la dotta citazione da "Berlinguer ti voglio bene". Direi che ci sono!
Un'altra:
S'ode a destra uno squillo di tromba
'un ci fa'ccaso,
tanto 'un si tromba!
Questa mi pare perfetta per una sezione dialettale o vernacolare...si si...mi pare che sto migliorando. L'unico problema e' che il concorso in questione ha come tema "La montagna" e si svoglera' nella fondamentale Valle Spluga, quelli che immancabilmente quelli della mia generazione non possono non associare al "Galletto Amburghese". Chissa' che cazzo di fine hanno fatto i galletti amburghesi Vallespluga?
Quindi, ora che sono anche un poeta mi c'impegnero' e mandero' la mia fondamentale opera ai galletti, sperando nel denaro dei premi.
Ovviamente,aggiornamenti live su Linguistfist!
Etica mafio-erbosa (parte 1)
in olanda xe legal qua invece no in olanda xe legal qua invece no, xe tornà un me amigo dall'olanda e qua co un caneo i me spranga
Abbiamo tutti una sorta di Nostradamus personale. Un qualche personaggio che si impone a noi, spesso nostro malgrado; un susseguirsi forse accidentale di epifanie joyciane che porta a convergere su un personaggio infine identificandolo come il nostro piccolo Nostradamus tascabile.
Niente di male, fin qui. Peggio quando ci si rende conto che il proprio personale Nostradamus e' luomo nella foto, uno a cui non darei le chiavi di casa per fargli annaffiare i fiori mentre sono in vacanza. (tanto l'ultima volta e' stato nel '98, chi se ne fotte?). Gia' avevo avuto questa sensazione col Papa nero.
Nel Sanremo '97 cantava
Ora, non si e' trattato di Francis Arinze, quel nigeriano che su Betfair si scambiava a 7 o giu' di li'. Ma insomma, anche se non nero african, direi che nero lo e', eccome!
Sara vero?
Dopo Miss Italia aver un Papa nero?
No me par vero...
un Papa nero che scolta 'le me canson en venessian
perché el 'se nero african
E ora la citazione sulla legalita' di certe pratiche olandesi mi pare aprire la strada a interpretazioni assai consistenti di alcuni states of affairs, che mi accingo ad esporre, non prima pero' di breve detour...
Pur non essendo entusiasmato ne' dalla prostituzione, ne' dalla mafia, almeno in alcuni contesti la mentalita' prostitutiva e quella mafiosa possono essere largametne giustificabili. Ma bisogna saperci fare! Non ho mai ben capito come certe differenze fenotipiche possano ad un certo punto divenire genotipicamente rilevanti (dall'adattamento al DNA il passo mi e' sempre sembrato molto lungo), ma certamente secoli di pratica mafiosa ci mettono una spanna sopra (o anche head and shoulders above) dei volgari principianti, figli di un paese, l'Olanda, che queste cose le mastica ben di meno!
Vuoi assumere i tuoi, vuoi fare un bel concorsino ad hoc, ad personam? Benissimo! Ma non farli ad minchiam! Sono secoli che noi li facciamo cosi'. Regola mafiosa numero uno: ZITTO!
Just do it: fai uscire il bando il piu' localmente possibile, scegli una data accuratamente vicina a qualche vacanza importante e metti una data di scadenza che sia assai ravvicinata e assai prossima a quella di tale festivita'. Funziona sempre. Ricordatevi: l'obiettivo della mafia e' il risultato, non la bella figura. Certo, c'e' un'etica (mafiosa), ma non si e' mai voluto passare bene. La mafia e' mafia.
Dunque, non mandate questi concorsi in giro per il mondo, non fate troppa pubblicita' se gia' sapete chi prendere!
5/12/2005
tutu'!
Mi permetto di muovermi su un piano che di strategico non ha nulla, pura tattica, ovvero nobilitazione connotata della tecnica, quella che con volgare approssimazione dovrebbe discendere dalla teoria, come nel tristemente noto teorie & tecniche di X.
Ma ben venga una qualche tecnica di edulcorazione, in effetti puramente linguistica, della propria immagine.
Diciamo allora che sono convintamente democratico, pure troppo.
La signorina della biblioteca ha un'amica. Non si butta via niente! Tutto bene. Tout va bien (?) Ma oltre all'ovvia piacevolezza retinica, c'e' questo aspetto che emerge inaspettato. Emerge, per l'appunto. Cosa aspettarsi da queste incallite latiniste? Passere in passerella. Mai capito perche', ma in una tipica giornata bibliotecaria queste consultano non meno di 20 volumi, tipiamente fra i meno attraenti che ci siano in giro e tutti, ma proprio tutti, grossi, cicccioni, voluminosi. Fatto sta che almeno si palesano con una certa frequenza e il piacere retinico e', almeno quello, assicurato.
Ho qui di fronte una parete intera di questi libri che leggono queste signorine. Anche se distano soltanto intorno ai cinque metri dal mio pesantissimo culo, non mi sono mai interessato a capire di cosa mai si tratti. Preferisco continuare a credere che contengano IL sapere...Tutto cio' che recano scritto sul dorso e' Tomus e un numero romano...tipo CXXXIX (quant'e') e piu' sotto la scritta P.L. Certamente libri depositari di immane conoscenza. Forse, il Verbo. (V-to-I, non credo)
Ma cosa attendersi da questa latinista consultatrice di Verbo, di modi gentili e vesti semplici? Beh, stereotipi secchioneggianti e moltitudini di variazioni Goldberg sul tema! Ma ecco l'emersione che foraggia la mia innata eversione.
Doveva essere uno di quelli della fila piu' in alto, il Tomus XVIII (diciotto, questo lo so!) o limitrofi e lei si mette sulle punte, tipo ballerina col tutu'. Controllo, come con ogni tomo, che la marca dei jeans sia sempre Miss Sixty, che so, magari avevo letto male, e le si scopre nello sforzo per raggiungere il tomus in alto...questo tatuaggione tribale enorme sulla schiena, di lato. Ecco quello che arrapa davvero! L'inaspettato bemolle dissonante. Sento che queato vale anche il pro piccolo in posizione oggetto, a lui come a me crescono certi tratti, da `arrapa' a `si arrapa' a `ci si arrapa'. Rimaniamo sempre parecchio impersonali, ma piccoli tratti crescono.
Ora, dal tutu' al tatu' il passo e' stato breve, ma dal tatu' all'hatu sara' complicatissimo. Potrei iniziare a chiederle cosa cazzo sono questi tomi.
Hey baby, cosa sono questi tomi bianchi?
Hey man, prendine in mano uno...vedi, hanno un titolo!
Forse non funzionerebbe.
5/11/2005
5/10/2005
Tessera a punti
Siamo in economia di mercato? Bene. Non discuterla e' sbagliato, ma tant'e'!
E allora cosi' sia, ma fino in fondo. Datemi la tessera a punti. Quella della COOP, per intenderci. (Perche' fra l'altro non si possono usare ovunque ma solo localmente?)
Datemi la tessera e sara' mia cura riempirla. Tutta, pian piano. Non lesinero' gli sforzi. Non e' vero che il mistero attrae. O meglio, attrae, ma non gli sforzi. Attrae sguardi intressati, sguardi stupiti, attenzioni voyeuristiche, ma gli sforzi quelli no.... Quelli li attrae la garanzia del risulatato, la certezza del premio per il duro lavoro, il bagliore della luce in fondo al tunnel. Datemi un lumino e lo seguiro', datemi la tessera e la riempiro', costi quel che costi, pian piano, non dico mica in due ore, certo nemmeno invecchiarci troppo, ma punto dopo punto alla fine in fondo s'arriva.
Datemi la tessera a punti, ma una volta riempita, la fica, datemela!
(Specialmente tu, signorina della biblioteca il cui sguardo veleggia un paio di metri sopra il mio...provero' a saltarti di fronte)
















